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Vi presentiamo la rubrica “Speciale The Edge” a cura di James Vignotto

Inserito da on marzo 8 – 10:01 | 315 visite

Salve a tutti, mi presento: mi chiamo James Vignotto, ho 19 anni e sono chitarrista da ormai 15 anni. A 14 anni, quando ero ancora un rockettaro “duro e puro”, ho scoperto gli U2, dopo un primo momento di totale indifferenza. Da lì il mio percorso come musicista si è notevolmente evoluto: ho ampliato i miei gusti musicali al pop e all’elettronica, è cambiato il mio modo di fare musica anche con i miei gruppi, e, soprattutto, il mio approccio alla chitarra si è trasformato, questo soprattutto grazie all’influenza di The Edge, chitarrista degli U2, che mi ha fatto scoprire l’importanza dei suoni, e le migliaia di possibilità che mi si potevano aprire come musicista.

Da quel momento, mentre tentavo di imitarne il sound pazzesco, ho cercato di approfondire al meglio la figura di The Edge, per poterne comprendere l’evoluzione sia come chitarrista che come artista. Desidero quindi ringraziare U2360GRADI.IT per avermi accolto nello staff e avermi dato la possibilità di esprimermi liberamente. Da oggi curerò personalmente questa nuova rubrica “Speciale The Edge“; spero che i lettori di U2360GRADI.IT, i fan degli U2, ed in generale gli amanti della musica, e della chitarra, troveranno interessanti i miei articoli.

La rubrica “Speciale The Edge” ha come scopo di ripercorrere in maniera approfondita l’evoluzione del chitarrista degli U2, dagli inizi ad oggi. Approfondiremo tutta la carriera di The Edge, dai primi anni con gli U2, per poi passare ad analisi dettagliate album per album, con le canzoni per me più significative, e che più rappresentano la genialità e l’innovazione di The Edge, da Boy a Songs of Experience. Articolo per articolo, daremo uno sguardo anche agli arrangiamenti live di The Edge, approfondendo le specifice tecniche della sua strumentazione, senza dimenticare alcune sue collaborazioni e progetti solisti .

The Edge, il cui vero nome è David (Dave) Howell Evans, viene considerato erroneamente un chitarrista poco tecnico, poco virtuoso e poco ambizioso; quante volte abbiamo sentito la critica e l’opinione comune snobbarlo e sminuirlo? Quante volte abbiamo sentito la frase “senza i suoi effetti e senza il suo delay è un chitarrista da oratorio”? Troppe.

Cominciamo col dire che, a mio parere, è errato considerarlo solo un chitarrista; sappiamo molto bene che The Edge ha negli anni contribuito, da protagonista, al sound degli U2, rendendosi spesso principale artefice delle tante direzioni musicali, ed evoluzioni, che la band irlandese ha intrapreso nella sua carriera con i vari album pubblicati. Per me, The Edge, non è solo un chitarrista, è la colonna portante e la mente, in studio e non, degli U2.

Nel corso della sua carriera, infatti, oltre ad evolversi come chitarrista, inserendo nella sua gamma di suoni sempre più effetti, e settaggi mano mano più complessi dal vivo, evolve come musicista a tutto campo. Suona il pianoforte (sia in studio, che dal vivo, dal 1981), le tastiere, i sintetizzatori. Cura le backing vocals, in studio e dal vivo, praticamente da sempre ( da War, e, in concerto, anche da prima) spesso aiutando e supportando Bono in moltissimi concerti. Ha cantato anche in diversi brani degli U2, in tutto od in parte da solista (vedi Seconds, Van Diemen’s Land, Numb, Miracle Drug, fino alla più recente You’re The Best Thing About Me), e, dal vivo, ha eseguito Sunday Bloody Sunday durante il PopMart Tour, oltre al karaoke in cui omaggiava altri artisti.

Inoltre, The Edge ha scritto tantissime canzoni con Bono, tra cui un intero album (Songs of Innocence). Si occupa di programmazione, sia in studio che live; ha prodotto, con Flood e Brian Eno, Zooropa, ed ha curato personalmente i vari remaster pubblicati ad oggi dalla band irlandese, intervenendo anche nelle raccolte ad oggi rilasciate nella discografia degli U2. Come se non bastasse, ha prodotto colonne sonore, e scritto e prodotto, con Bono, un Musical (Spiderman: Turn Off The Dark).

The Edge è un rivoluzionario della sua epoca e ha, in un certo senso, cambiato il modo di suonare la chitarra influenzando molti artisti moderni nel genere pop. Il suo sperimentare con i suoni ha portato, oltre alla riscoperta di effetti che alla fine degli anni ’70 venivano usati solo come effetti di ambiente (Delay), anche alla creazione di nuovi effetti (primo su tutti lo Shimmer, ora diventato di uso comune nelle recenti produzioni pop).

The Edge è, infatti, un impeccabile perfezionista: calibrando al millisecondo ogni suo suono, risulta quasi impossibile riprodurlo considerato l’ampio numero di effetti e settaggi che dispone, tanto che è “costretto” ad adoperare un gran numero di chitarre differenti (si stima che possieda un numero compreso tra i 50 e 60 modelli di chitarre) A mio parere le sue performance sono impeccabili, e ricche di sfumature, e noi, ascoltandolo o nei dischi o nei live, possiamo stare ore a soffermarci su ogni sfumatura del suo suono e analizzarla, cosi come farebbe un critico d’arte con una scultura o un quadro.

Non dobbiamo, per correttezza, dimenticare che dietro The Edge ci sono innanzitutto budget illimitati, e (come per gli U2 stessi), team di ingegneri del suono, produttori, professionisti del settore, tra i migliori in circolazione. Senza dimenticare, ovviamente, i tecnici di The Edge, da Fraser McAllister a Dallas Schoo, che lo hanno aiutato, ed arricchito professionalmente.

Lo scopo della rubrica “Speciale The Edge“, oltre ad analizzare il sound di The Edge, la sua figura da musicista e la sua evoluzione negli anni da album ad album, è anche quello di fornire delle linee guida a tutti coloro che desiderano riprodurre il suono, e le tecniche di The Edge, anche se non in possesso della complessa architettura tecnica del chitarrista, e musicista, degli U2.

Il prossimo articolo rigurarderà il periodo di The Edge precedente a Boy, e sarà pubblicato la prossima settimana; successivamente la rubrica “Speciale The Edge” avrà cadenza bisettimanale. Vi ringrazio per l’attenzione, e vi invito  a commentare questo articolo (ed i prossimi), o a commentare i relativi post su Facebook e Twitter, per ogni chiarimento, informazione e parere, riterrete di chiedermi e scambiare.

Foto in evidenza | Sil Rigote

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