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La Croce in Prince e negli U2

Inserito da on aprile 24 – 12:28 | 570 visite

Prince, U2

Marzo 1987. Questo è stato il mese in cui due dischi pop furono rilasciati e alla fine guadagnarono  uno status iconico negli anni ’80. Sarebbe potuta essere una cospirazione al momento giusto, o era più probabilmente una reazione al periodo, ma entrambi erano il riflesso di una visione instabile dell’America.

Signthe Times di Prince (da leggere come “Sign ‘O The Times” con il segno della pace) è uscito il 31 marzo, appena tre settimane dopo The Joshua Tree degli U2. Ognuno aveva la sensazione di essere un commento su un paese che vagava nella decadenza, nell’avidità e nella sfrenata intemperanza. La superficialità regnava come se Wall Street potesse realizzare ogni desiderio. Entrambi gli album sono stati un richiamo alle cose che dovrebbero avere più importanza del materialismo: la pace, l’identità, l’anima e una visione per il futuro di quello che potrebbe essere.

Anche se Prince uscì circa a metà del decennio precedente gli U2 con la sua esplorazione sessuale (che non sarebbe avvenuta fino al 1991 con il rilascio di Achtung Baby per il quartetto irlandese), ci fu un altro tema che The Joshua Tree e Sign avevano in comune: ognuno di essi offrivano una canzone che forniva un’audace commento/tema spirituale. “The Cross”  di Prince e “I Still Haven’t Found What I’m Looking For” degli U2  sono così sorprendentemente simili, vale la pena dare un’occhiata.

Ecco un confronto delle liriche:

Ogni canzone segnala qualcosa che è in procinto di venire, ma che non è abbastanza qui nella sua pienezza. I Vangeli lo chiamano “il regno di Dio” o il “regno dei cieli”, e offrono la speranza del ritorno di Cristo in mezzo alle sofferenze e all’incompletezza.

“The Cross”
Black day, stormy night, No love, no hope in sight
Don’t cry, he is coming, Don’t die without knowing, The Cross

(Giorno nero, notte tempestosa, nessun amore, nessuna speranza in vista
Non piangere, lui è in arrivo, non morire senza conoscere, La Croce)

“Still Haven’t Found”
I believe in the Kingdom Come, Then all the colours will bleed into one
Bleed into one, But yes, I’m still running

(Credo nella Regno che verrà, e allora tutti i colori sfumeranno in uno
Sfumeranno in uno, ma sì, sto ancora correndo)

 

Ogni canzone descrive la tensione di un mondo che è allo stesso tempo afflitto dal dolore e dal male, mentre allo stesso tempo, è in un viaggio verso la restaurazione. Il dolore finirà per essere superato dalla gioia. La cattiva volontà, alla fine, sarà sottomessa dal Divino. Ma non siamo lasciati senza segni di speranza lungo il cammino.

“The Cross”
Ghettos to the left of us, Flowers to the right
There’ll be bread for all of us, If we can just bear, The Cross

(Ghetti a sinistra di noi, fiori a destra
Ci sarà pane per tutti noi, se siamo in grado di portare solo, la Croce)

“Still Haven’t Found”
I have spoke with the tongue of angels, I have held the hand of a devil
It was warm in the night, I was cold as a stone
But I still haven’t found what I’m looking for

(Ho parlato la lingua degli angeli,ho tenuto per mano un diavolo
Era calda nella notte,Io ero freddo come una pietra

Ma non ho ancora trovato quello che sto cercando)

 

Ogni canzone afferma che la stessa speranza che tutti noi cerchiamo alla fine si trova nella croce. E se si sente questo come una metafora o una realtà letterale, sia Prince che gli U2 suggeriscono che la stessa croce di Cristo, cioè strumento di sofferenza imposto all’uomo perfetto, segna un punto di divisione tra il bene e il male. “Guardate alla croce per aiuto e conforto”, dicono i nostri artisti.

“The Cross”
We all have our problems, Some big, some are small
Soon all of our problems, Will be taken by, The Cross

(Abbiamo tutti i nostri problemi, alcuni grandi, alcuni sono piccoli
Presto tutti i nostri problemi, sarà presi dalla Croce)

“Still Haven’t Found”
You broke the bonds, And you loosed the chains
Carried the cross of my shame, Oh my shame, you know I believe it.

(Hai rotto i legami, hai sciolto le catene
Io ho portato la croce della mia vergogna, Oh la mia vergogna, tu sai che ci credevo.)

 

Prince e gli U2 riflettevano il bisogno nel 1987 di una conversazione spirituale. Ciascuno, attraverso strumenti di un album “laico”, raccolse il tema e realizzò una delle canzoni più religiose della loro carriera. Non credo che fosse una coincidenza. Più probabilmente si trattava di una risposta ad uno spirito che si muoveva come una corrente al di sotto della superficie di un fiume calmo, nel profondo delle anime degli artisti. Sono contento che loro fossero in ascolto. Le loro risposte ci hanno dato una parola profetica che è ancora rilevante quasi trent’anni dopo.

 

Qui di seguito due video delle due canzoni prese in considerazione:

Prince The Cross (Sign ☮ the Times):

U2I Still Haven’t Found What I’m Looking For  (The Joshua Tree) nella versione cantata con il coro della chiesa di Harlem, contenuta in Rattle And Hum:

Concludiamo ricordando che Bono, il 30 marzo del 1995, salì sul palco del The Pod, a Dublino, dove era in concerto Prince, eseguendo col grande artista di Minneapolis The Cross.

Fonte | timneufeld.blogs.com

Immagine in evidenza | Tim Neufeld

Traduzione e articolo a cura di Daniela @daniDpVox

 

 

 

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