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Torino Out Of Control – iNNOCENCE + eXPERIENCE recensione concerto

Inserito da on settembre 7 – 10:00 | 522 visite

Il miracolo degli U2

Era l’inizio del mese di Dicembre 2014 quando furono messi in vendita i biglietti per Torino (4-5 Settembre 2015), una doppia data che avrebbe aperto la seconda leg del tour mondiale degli U2: l’iNNOCENCE + eXPERIENCE Tour, lo spettacolo in supporto dell’ultimo lavoro della band Songs of Innocence.

Esattamente dieci mesi dopo quel giorno di Dicembre 2014 mi trovo su un treno diretto a Torino dove finalmente la nostra band torna dopo ben cinque anni di assenza dal nostro paese.

La fila per i posti parterre è già molto lunga fuori dal Pala Alpitour e sono solo le ore 15 del 4 Settembre mentre io avendo dei posti in tribuna me la posso prendere comoda.
L’atmosfera sull’ampio piazzale è già elettrica nonostante sia solo il primo pomeriggio, la tensione è tanta ma è tensione positiva. Noi fans italiani aspettiamo da tanto il ritorno degli U2 ed è un evento particolarmente sentito.

Chi ha seguito la leg americana sa già che tipo di spettacolo aspettarsi anche se in realtà dagli U2 non puoi mai sapere cosa aspettarti.
Per esempio si possono sapere già anticipo dieci canzoni che suoneranno ma non saranno mai uguali alla sera prima o a dieci anni prima.

Questo tour ha un livello di intimità molto alto che mancava da molti anni, è una grande celebrazione della storia di questa band ma soprattutto è una grande celebrazione per i fans e dei fans di questa band.

Prima che aprano i cancelli si sente da fuori la band provare alcune cose in vista dello show della sera.
I cancelli aprono alle 18 e il palazzetto si riempie molto lentamente mentre dall’impianto di amplificazione esce una playlist molto varia fino a che alle 20.22 circa parte People have the power di Patti Smith.

Il pubblico inizia subito a saltare e ad urlare il ritornello perchè quello è il segnale: gli U2 stanno per salire sul palco e l’atmosfera si riempie di elettricità pesante perchè il momento che tutti aspettiamo da anni è finalmente arrivato.
Bono esce vicino allo “E” stage e la folla è letteralmente in delirio. Il frontman ci guarda visibilmente emozionato e dice in italiano “il più bel suono del mondo” (Bono ha detto molte cose nella nostra lingua durante entrambe le serate) ed a quel punto parte la lunga intro di The Miracle (Of Joey Ramone) e già tutto il palazzetto canta quasi a coprire Bono stesso.
La canzone che è tra le nuove di Songs of Innocence ha un gran impatto dal vivo, come opener di un concerto è particolarmente riuscita.

Il cammino dall’innocenza verso l’esperienza ora è ufficialmente iniziato.

È subito il momento di un gran salto nel passato con The Electric Co. La band è carica all’inverosimile anche se visibilmente emozionata per questo esordio italiano.
Neanche il tempo di finire di cantare e la band attacca in rapida sequenza Vertigo e I will follow per un’inizio di concerto con questo poker di canzoni energiche e potenti che fanno saltare e ballare tutti.

La seconda sera al posto di The Electric Co. è stata suonata Out of control, da sempre uno dei pezzi più amati della band, che ha dato una carica immensa a tutto il pubblico e agli U2 stessi che la seconda sera sono sembrati molto più sciolti.

Il viaggio della band prosegue a fondo nella Dublino degli anni ’70 con Iris (Hold me close), Cedarwood Road e Song for someone.

Iris è veramente un pezzo travolgente ed uno dei momenti più commoventi di tutto il concerto. Molte persone nel palazzetto si sono ritrovate con gli occhi lucidi vedendo Bono cantare questa canzone in cui finalmente il frontman riesce a chiamare la madre per nome dopo 40 anni dalla sua scomparsa. Le immagini che passano sullo schermo sono di una semplicità disarmante e forse è proprio questa la loro forza: vedere il Bono di oggi che sullo schermo non riesce ad afferrare fisicamente la madre è qualcosa che da tutta un’altra impronta alla canzone.

Con Cedarwood Road e Song for someone prosegue il viaggio degli U2 e di Bono a Dublino durante la loro adolescenza e nella piccola camera di Bono dove vediamo un ragazzo che tenta di suonare una chitarra per comporre una canzone per la sua fidanzata del tempo, una ragazza di nome Alison.

Ancora qui amicizia, amore e morte si intrecciano in uno spettacolo di suoni, luci e colori.

L’adolescenza degli U2 è stata segnata anche da tanta violenza perpetrata nelle strade di Dublino, erano anni molto difficili quelli con lo spettro degli attentati terroristici che potevano colpire ogni giorno.
La sequenza Sunday Bloody SundayRaised by wolves è proprio di questo che parla.
A proposito della tragedia del Maggio del ’74 sullo schermo passano le foto delle vittime. Questa strage ancora non ha un colpevole dopo tutti questi anni e gli U2 chiedono giustizia proprio mentre sullo schermo appare una grande scritta “GIUSTIZIA PER CHI È STATO DIMENTICATO!”

Dopo una stupenda Until the end of the world (altro pezzo che più invecchia più sembra migliorare) il viaggio fa tappa a Berlino con il video di The Fly – Intermission per una sorta di piccola pausa nel concerto.
Le scritte sullo schermo, per l’occasione interamente in italiano, riportano con la memoria ai leggendari tempi dello Zoo Tv Tour.

Gli U2 totalmente occultati dallo schermo cantano Invisible che da traccia fantasma di Songs of Innocence è diventato un pilastro dello show, occultati fino al secondo ritornello quando Bono canta “I am not invisible, I am here. I am here!”, a quel punto viene tutto illuminato a giorno e ciò che era invisibile finalmente ora è visibile. Questo è metateatro. Questi sono gli U2.
È davvero un gran momento.

Sempre all’interno dello schermo viene eseguita Even better than the real thing ma ormai il passaggio verso l’esperienza (lo stage E) è quasi compiuto e su Mysterious ways la band è tutta lì.
Per l’occasione Bono chiama sul palco una giovane fan alla quale fa filmare l’esibizione di Elevation per l’ormai consueto “momento Meerkat”.
Dopo Elevation è il turno di Ordinary love. Questo passaggio la seconda sera viene cambiato con Desire ed Angel of Harlem tutte suonate sullo “E” stage.

Proprio la sera del 5 per Desire, visto che il “momento Meerkat” è saltato per problemi tecnici, Bono chiama sul palco un chitarrista (al quale viene poi regalata la chitarra) e ben due batteristi che danno il cambio a Larry.

Every breaking wave piano e voce continua ad essere sempre bellissima anche se October messa subito dopo è veramente toccante ed emozionante.

La sequenza Bullet the blue sky / Zooropa (in versione molto ridotta e arrangiata diversamente) / Where the streets have no name / Pride (In the name of love) è tutta dedicata, per entrambe le sere, all’Europa ed alla tragica situazione attuale che riguarda i migranti ed i rifugiati.

Bono è molto colpito dall’affetto del pubblico e dice “C’è tanto dolore nel mondo ma qui questa sera c’è tanta gioia.”

Il superclassico With or without you (nella seconda serata Bono ci ha regalato in snippet i classici versi extra “Shine like stars” ) chiude il main set che si riapre poi negli encores con City of blinding lights per finire con Beautiful day e One mentre la seconda serata il concerto si è concluso con I still haven’t found what I’m looking for e la sorpresa di vedere Zucchero sul palco insieme agli U2.

Complessivamente questa esperienza torinese probabilmente rimarrà nella storia della band che ancora una volta ha dimostrato, andando oltre critiche sterili e spesso superficiali, quanto ancora sia alto il suo valore e quanto ancora sia amata dai fans specialmente qui in Italia.

Questa è la famiglia più bella, la famiglia dei fans degli U2 che ancora stupiscono, lasciano frastornati e mettono a tacere tutto e tutti e che ci ricordano perchè sono qui e che ci ricordano perchè siamo qui ribadendo quello che è il concetto di Invisible: “There is no them, only us”.

La band inoltre ha promesso di tornare l’anno prossimo (magari per i 40 anni di anniversario) come suggerisce Larry in questa intervista.

Questi due giorni a Torino sono stati incredibili. Il miracolo degli U2 si è compiuto ancora nei suoi momenti più catartici durante il concerto.
Bono, Edge, Adam e Larry hanno dimostrato che il fuoco degli U2 brucia ancora vivido lasciando intravedere un futuro capace di far sognare anche i nuovi fans.
A tal proposito una cosa che si è notata è stata l’alta presenza di bambini e di adolescenti a questi concerti, cosa che di questi tempi fa molto piacere.

Gli U2 sono un turbine di emozioni, riescono a caricare le persone in maniera positiva (basta passare del tempo con i fans in attesa per accorgersi di ciò) e riescono ad avere sempre un effetto che scaccia via la negatività.
Tutto questo rimanendo sempre persone semplici e umili come i quattro ragazzi che erano in una grigia Dublino di tanti anni fa.

Questo iNNOCENCE + eXPERIENCE Tour è l’ennesima prova di come gli U2 si sappiano ancora reinventare dopo tanto tempo e di come ancora riescano ad influenzare positivamente più generazioni di persone.

Per tutti questi motivi questo tour, forse, è uno dei migliori che gli U2 abbiano fatto in questi ultimi anni, nel nome dell’amore per noi che siamo loro fans.

Il miracolo della musica si è compiuto ancora. Per due notti persone che non si conoscevano sono state come fratelli e sorelle, le storie di migliaia di persone sono state raccolte in una storia sola, quella degli U2

Ancora una volta there is no end to love.

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