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Atu2.com: Antichi salmi per un Tour all’avanguardia

Inserito da on agosto 14 – 16:17 | 384 visite

Gli U2 non sono mai stati intimoriti dall’utilizzare immagini bibliche. Così facendo, queste sono state uno strumento poetico fondamentale per tutto il loro catalogo di 35 anni. Le Scritture sono state, a volte, semplicemente riprese in sfumature di testi (come il rimandare allagape del Nuovo Testamento in “I Will Follow”), mentre in altri, ci sono stati riferimenti diretti (si noti l’uso di Apocalisse 6:12-13 in “Fire”). Per ulteriori esempi di influenze bibliche nella loro musica, vedere la pagina @Atu2, Drawing Their Fish In The Sand.

Durante l’Innocence + Experience tour , le Scritture han accentuato i temi dei concerti in modi sottili e palesi. Nell’ultimo conteggio, oltre 35 diversi salmi sono stati di riferimento, distribuiti su più brani in una qualsiasi notte presa in considerazione. L’arte e l’ironia di una rock band post-punk con antichi poemi religiosi in uno spettacolo multimediale all’avanguardia è abbastanza sorprendente, e ne vale la pena dare uno sguardo più profondo.

Per prima cosa, un po’ di contesto. Il libro dei Salmi è davvero un’antologia, una raccolta di canzoni che è stata utilizzata per riti religiosi ebraici. Salmi individuali sono stati scritti e poi riuniti per un certo numero di secoli ed essenzialmente è diventato un libro di culto dei canti per gli antichi Ebrei, comincia con il re Davide e termina poco dopo il ritorno del popolo dall’esilio in Babilonia nel VI secolo a.C. Mentre gran parte della Bibbia è in stile narrativo o istruttivo, i salmi sono unici perché sono le parole rivolte a Dio, piuttosto che le parole di Dio,ne risulta essere il libro più umano” nelle Scritture. I Salmi sono stati amati da millenni perché le persone si identificano con le espressioni di gioia, di festa e di lode del salmista, così come di dolore, lamento e persino dubbio.

Bono ha una particolare predilezione per i Salmi. Nel 1999 ha scritto la prefazione a una nuova traduzione dell’antica collezione, mettendo in evidenza il temperamento di re Davide, chiamandolo uno dei primi ‘artisti blues.

Bono scrive:

L’abbandono e la dislocazione sono le cose piu’ importanti nei miei salmi preferiti. Il Salterio può essere una fonte di musica gospel, ma per me è di disperazione che il salmista rivela davvero e la natura del suo rapporto speciale con Dio. L’onestà, persino nella rabbia“.

Giustamente, Bono indica il motivo per il quale amiamo i salmi e li troviamo così facilmente riconoscibili:

Parole e musica hanno fatto per me quel solido, anche rigoroso, argomento religioso che non avrei mai potuto trovare altrimenti loro mi hanno introdotto a Dio, non nella fede in Dio, ma nel più esperienziale senso di Dio.

Le antiche canzoni sono piene di emozione potenti. Questi brani sono stati le colonne sonore della vita 2.000-3.000 anni fa, molto prima delle chitarre, degli amplificatori e degli schermi a LED, ma sono ancora rilevanti.

Una delle frasi che è diventata uno standard dell’ I+E Tour si trova comunemente nel libro dei Salmi.“How long?”/ “Per quanto tempo?” è una domanda che sia il salmista che gli U2 si chiedono ripetutamente. La lirica trova la sua origine in più punti. Nel Salmo 13 usa l’espressione di interrogare Dio quattro volte nei primi due versi.Nel Salmo 62 accusa Dio con Fino a quando mi attaccherai?. Nel Salmo 89 rivela il dubbio del poeta, chiedendo: Fino a quando, Signore? Ti nasconderai per sempre?”. Nel Salmo 119 trasmette l’agonia di qualcuno tormentato dai nemici, implorando: “Quanto tempo dovrà aspettare il tuo servo?”.

L’ “How long?” è una domanda che gli U2 si fanno in molti modi. In “Sunday Bloody Sunday, il primo brano di War e punto fermo dell’ I+E Tour, in risposta alla violenza e all’ingiustizia, sentiamo il grido: “How long must we sing this song?”. E Allo stesso modo, in 40″, la traccia finale di War, fa eco lo stesso lamento con “How long, to sing this song?”. Ma la frase trova anche la sua strada in altre canzoni degli U2. Bono ha cantato how long in “Out Of Control” per tutta la sua carriera. E durante il bridge della canzone il 22 luglio, al Madison Square Garden, Bono ha reso piu’ marcato “How long, hooow looong?” per far arrivare davvero il messaggio a casa. Oltre al tour, la lirica ha un posto significativo inThe Saints Are Coming, una cover che gli U2 hanno eseguito con i Green Day all’apertura del Superdome, in risposta alla devastazione dell’uragano Katrina nel 2005.

Torniamo alla I+E Tour e all’uso dei Salmi. All’inizio dello spettacolo, una narrazione emerge, legando più canzoni insieme attraverso una ri-creazione delle famigerate bombe di Dublino del 17 maggio 1974. Appena gli U2 concludono “Raised By Wolves”, le immagini delle vittime coprono lo schermo gigante a LED e Bono recita un parte del più famoso di tutti i salmi, il Salmo 23. Esasperato e senza fiato, il cantante, come se stesse scivolando in un precipizio di disperazione, canta “Though I walk through the valley of the shadow, I will fear no evil. Thy rodand thy staff comfort me” (“Anche se camminassi nella valle dell’ombra, non temerei alcun male. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi consolano. (Questo verso è anche alla base dei versi chiave in “Love Rescue Me).

Per i primi sette spettacoli del tour, Bono ha semplicemente ripetuto questa frase per poi muoversi direttamente in “Until The End Of The World.” Ma c’è stato un cambiamento drammatico nella presentazione del Salmo 23, il 27 maggio al Forum di Inglewood, California (Los Angeles). Ad un certo punto, quella mattina, il tour manager della band e amico di una vita, Dennis Sheehan, è deceduto improvvisamente mentre dormiva nella sua stanza d’albergo. La tragedia è stata straziante per gli U2, il loro equipaggio e i loro fedeli fans, ed è stata la terza morte difficile in altrettanti mesi (il padre di Larry è morto il 10 maggio e il caro consigliere spirituale degli U2, Jack Heaslip, alla fine di febbraio). Così, al concerto del 27 maggio, il dolore collettivo di un intera arena sembrava incanalarsi attraverso il cantante, appena lui si è inginocchiato e ha pregato Dio alla fine del Salmo 23, recitando: “Comfort me. Comfort me.” (“Confortami. Confortami”). E poi, ripetendolo sempre più forte, le sue urla strazianti di “COMFORT ME!”/“consolami!” sono diventate dolorose, a seguire ancora la perfetta “End Of The World.” L’effetto era agghiacciante, e anche se il dolore è diminuito nel corso dei mesi, la band continua a utilizzare questa interpretazione viscerale del Salmo 23. (Per un confronto, vedi i video del 26 maggio e del 27 maggio al Forum.)

Credit: Shawn Rocco

Credit: Shawn Rocco

Ma l’uso più prolifico dei salmi nell’ I+E Tour è nel momento confetti (“coriandoli”), una caratteristica importante nello spettacolo, profondamente legato al passaggio dall’innocenza all’esperienza. Il primo “atto” del concerto segue una trama importante, l’istituzione del significato del rilascio dei salmi. Si comincia con gli U2 che suonano alcuni dei loro migliori brani conosciuti, su un palco semplice che riflette un ambiente da club dei loro primi giorni, sotto una sola lampadina. Anche se questo gruppo di canzoni di apertura varia un po’, il set che segue è fisso. “Iris”, ricorda la perdita della madre di Bono,Cedarwood Road” le passeggiate nel vecchio quartiere della band e “Song For Someone raffigura un Bono triste adolescente nella sua casa solitaria, che fatica a trovare un significato e uno scopo alla sua vita, dopo la morte di sua madre.Successivamente, il concerto raggiunge il suo momento più buio durante “Sunday Bloody Sunday, con una brutale rievocazione degli attentati di Dublino del 1974, per mezzo di una forte raffica sullo schermo bianco e con gli effetti sonori che fan tremare la terra. La storia delle esplosioni prosegue con il crudo e spaventosamente grintoso Raised by wolves”. Mentre la canzone si conclude, i volti delle vittime scendono verso il basso dello schermo gigante accompagnati dalla didascalia:GIUSTIZIA PER IL DIMENTICATI. Il set raggiunge il culmine durante Until the end of the world”, con Bono che ‘veste’ un personaggio simile a MacPhisto e si fà beffe di Edge. Verso la fine della canzone, il cantante distrugge l’immagine di una lampadina, rilasciando un flusso di onde attraverso lo schermo, lavando via i simboli della Cedarwood Road. Edge poi inizia il suo assolo finale, mentre il personaggio mefistofelico ridacchia e si delizia nel caos che ha provocato, un’allusione alla completa perdita dell’innocenza. Infine, i detriti dell’esplosione mettono disordine nell’arena mentre cadono dal soffitto. La combinazione delle beffe di Bono, l’assolo urlante di Edge, una cacofonia di grafica e i coriandoli che cadono è travolgente, creando un senso di disperazione e di mancanza di speranza per la condizione umana.

Credit: Beth Nabi

Credit: Beth Nabi

Ma, proprio quando sembra che il male abbia vinto e il rocker MacPhisto abbia preso il sopravvento, un messaggio contrario diventa evidente per coloro che stanno guardando da vicino. Cadono da una finestra nel cielo fogli contenenti messaggi da Alice nel paese delle meraviglie, dall’Inferno di Dante e dai Salmi. Per essere precisi, ci sono 27 diversi salmi contenuti nelle molte pagine fluttuanti giù dal soffitto, ognuna è una ristampa delle parafrasi contemporanee sulle Scritture di Eugene Peterson, The Message. Non a caso, questa è la stessa versione che Bono utilizzò durante lElevation Tour quando presentava “Where the streets have no namecon il Salmo 116, recitando: “Che cosa posso dare a Dio in cambio delle benedizioni che ha riversato su di me?”

L’ironia dell’esplosione simulata e dell’Ascensione e della scomparsa di MacPhisto si arricchisce con la lettura di alcune righe di testo che fluttuano giù:

Salmo 66: 1-4
Tutti insieme ora acclamate a Dio!
Cantate alla gloria del suo nome,
date a lui splendida lode.
Dite di Dio, “Stupende sono le tue opere!
Per la grandezza della tua potenza,
a te si piegano i tuoi nemici.
A te si prostri tutta la terra,
a te canti inni,canti al tuo nome”
.

Salmo 95: 1-2
Venite, applaudiamo al Signore,
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza!
Accostiamoci a lui per rendergli  grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia!

Salmo 105: 1-3
Ditelo a tutti quelli che incontrate quello che ha fatto!
Cantate a lui canti di gioia,
riportate le sue meraviglie in musica!
Onorate il suo santo nome con gli alleluia.

Credit: Tim Neufeld

Credit: Tim Neufeld

Mentre MacPhisto ha cercato di saccheggiare e distruggere la creazione in un ultimo atto finale, il suo atto malevolo si riscatta con i messaggi celesti, un promemoria che il male sarà vendicato. Anche se l’innocenza può sembrare persa, la dura realtà dell’esperienza si reinventa e si rinnova.

Da lì, lo show utilizza sia un video presentazione di “The Wanderer o la cover di The Fly” di Gavin Friday in una transizione senza continuità per il punto più alto, il momento più brillante del concerto. Momento che inizia con l’esecuzione velata degli U2 all’interno del video muro”, l’intero concerto si basa su una presentazione teatrale ricca di musica, messa in scena e illuminazione durante la canzone successiva, Invisibile”. Mentre Bono canta il secondo ritornello, in un crescendo la band arriva al grido culminante di, “I am here!, a quel punto tutti gli elementi grafici del muro vengono rimossi, lo schermo diventa trasparente, i banner divisori alle estremità del palco vengono sollevate e la folla viene inondata da una luce bianca. La sfida finale: “There is no them, there’s only us.” In senso figurato, la liberazione e il rinnovamento sono completi. Letteralmente, una ventata di allegria spazia attraverso l’arena, che si conclude con acclamazioni e applausi dei membri del pubblico che possono o non possono essere a conoscenza del movimento dall’innocenza all’esperienza che segna tutti e ciascuno di noi.

Gli antichi salmi creano un insieme di materiale per completare gli alti e i bassi di una narrazione così grande e complessa. Pieni di una gamma di emozioni, questi antichi canti portano tanto il dolore della violenza che la gioia della redenzione. E, in alcune serate, si rivelano anche in altre canzoni degli U2. In “Gloria” abbiamo il Salmo 51:15, “O Signore, apri le mie labbra, che la mia bocca possa proclamare la tua lode.” In “October” si allude alla Salmo 46:6, Le nazioni sono in tumulto, i regni cadono,egli alza la sua voce, la terra si scioglie. E, in quella straordinaria serata quando chiudono con 40″, gli U2 in realtà ci stan dando una combinazione dei Salmi 6, 40 e 144.

I Salmi abbondano in ogni concerto dell’ I+E Tour e loro sono un’influenza che può sembrare strana in un primo momento, specialmente ai non religiosi. Ma, come questi antichi canti potrebbero apparire disgiunti, invece sono espressioni rilevanti e appropriate di una band che ha regolarmente usato questo insieme di materiale di ispirazione per tutta la sua carriera di circa quattro decenni. Mi sono ricordato dell’intramontabile potere dei Salmi di nuovo in un altro momento straordinario dallo spettacolo finale del tour in Nord America, quando molto tempo dopo che la band aveva già messo via i loro strumenti, le folle in streaming attraversando le sale esterne del Madison Square Garden, sollevavano le loro voci all’unisono, ripetendo: “How long, to sing this song…. How long, to sing this song….”

Solo gli U2 potrebbero farci cantare un coro di 3000 anni fa mentre stiamo uscendo da un’arena in un canto comune, portando alla tribù fuori un’antica preghiera sulle nostre labbra.

Per citare Bono:

“Questo è il punk ?!

Fonte | Atu2.com , articolo di Tim Neufeld

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