Songs of Experience

Tutte le notizie sull'album degli U2 pubblicato il primo dicembre 2017

U2 Experience + Innocence Tour

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Gli U2, la nostra colonna sonora

Inserito da on ottobre 4 – 09:00 | 421 visite

U2_cover_album_Songs_of_Innocence_defPer chi già conosce ed ha letto i miei articoli, sa che partono sempre da riflessioni personali, da mie impressioni e da quelle che mi sembra di cogliere leggendo i commenti di altri fan degli U2. Noi fan degli U2 siamo un popolo, una “famiglia” vastissima, sparsa in tutto il mondo e di età diverse, tenendo conto che loro, i nostri quattro U2, hanno alle spalle più di trent’anni di carriera. Ad ogni loro nuovo album, tour o intervista, c’è chi, fan e non, ha da dire la sua, nel bene e nel male, anzi, spesso più nel male che nel bene. Eppure i veri fan amano questa band completamente, vivono nelle loro canzoni, quasi come a calarsi nella parte, riconoscendosi nel contesto, in un preciso stato d’animo che Bono sa cogliere scavando nel profondo dell’anima. Dai primi album all’ultimissimo Songs of Innocence, c’è chi dice di amare, odiare, provare indifferenza per una o l’altra canzone, chi valuta un disco soppesando la presenza o meno di uno strumento piuttosto che un altro, chi dice che dopo Achtung Baby gli U2 non siano più loro, chi addirittura afferma che si siano fermati a War. Tutto questo credo sia solo uno dei tanti modi di interpretare soggettivamente la musica. Anche noi fan cambiamo look, cresciamo, invecchiamo, ingrassiamo, dimagriamo. Osservando però con un po’ di distacco noi popolo degli U2 noto che ciò che critichiamo lo amiamo con il senno di poi, a distanza di anni..in questi giorni di ottobre ho letto tanti riferimenti positivi ad October, che richiama perfettamente l’atmosfera e i colori della stagione appena iniziata, ma che risale al 1981 e che è ormai parte della storia. I riferimenti agli U2 sono quotidiani per molti di noi che cercano nella musica un altro modo, più intimo, per esprimere se stessi: non importa quale sia la canzone che scegliamo per iniziare la giornata o quella per concluderla, la scelta ricade sempre su di oro, sui quattro personaggi che ci hanno conquistato in tempi e modi diversi, ma che fanno parte della nostra vita.

Songs of Innocence ha già fatto parlare molto di sé, è stato accolto con le solite critiche con cui siamo abituati ad accogliere album come The Unforgettable Fire o Pop. Mi chiedo perché ci sia l’abitudine di “rivalutare” a posteriori qualcosa, piuttosto che valutarlo subito, quando viene alla luce, nel momento in cui è il “presente” e non il “passato”. Chi è “puro” nell’ascolto della musica (senza pregiudizi o contaminazioni), non sa farne critiche, ma sa dire se gli piace oppure no, sa decidere se continuare nell’ascolto o cambiare, così, in modo istintivo.

Songs of Innocence parla degli U2, di ciò che erano e che sono ora; parla di ciò che loro stessi hanno voluto condividere con chi li ascolta, tutti, fan e non. Hanno messo a nudo il loro stato di uomini adulti per ritrovare l’innocenza che è tipica dei bambini. Dai testi delle canzoni all’immagine in copertina, tutto segue questo filo logico, ma gli U2 lo fanno con un’attenzione ed una sensibilità unica, tipicamente loro, al fine di creare un’intimità a cui difficilmente l’essere umano è disposto ad arrivare con un altro essere umano. La foto di Larry che abbraccia suo figlio, bellissima e toccante, non ha bisogno di parole, di interpretazioni, talmente è forte il sentimento che riesce a trasmettere. Penso che gli U2 non abbiano bisogno di spiegazioni o interpretazioni, fanno musica e la sanno fare bene, in modo pulito e forte, senza aver paura di mettersi in gioco, mai.

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