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In difesa di “Zooropa”

Inserito da on luglio 7 – 18:22 | 534 visite

Registrato in tutta fretta durante il ZooTv Tour e rilasciato meno di due anni dopo ‘Achtung Baby’, dal 1993 ‘Zooropa’ non ha prodotto grandi risultati e da allora fu respinto da molti fan degli U2 e persino dalla band stessa, considerato come un disco di transizione, un usa e getta, o peggio, come l’inizio di una lunga crisi di mezz’età della band.


Tuttavia, ‘Zooropa’ non merita di essere cancellato e dimenticato nel tempo di un respiro. Non è certamente la più grande registrazione degli U2, ma è la loro più eccitante, sperimentale e, contrariamente alla credenza popolare, contiene alcune delle più vivaci canzoni scritte da Bono.
Lavorando con i produttori Brian Eno e Flood, gli U2 esplosero proprio con suoni anche più originali di quelli che si potevano ascoltare su ‘Achtung Baby’, aggiungendo strati di sintetizzatori e rumori ambientali, seppellendo la voce rock-dio di Bono nel mix, e scoprendo nuovi modi rendendo il suono di The Edge ancora più alieno.
Basti pensare al falsetto di Bono in ‘Lemon’ e alle parti di chitarra di The Edge che creano nuovi effetti, o ancora, alla stranamente minimalista ‘Numb’, con the Edge nel ruolo di front-man. Quanto più si ascolta ‘Zooropa’, più ti rendi conto che in realtà è una delle migliori vetrine degli U2 e per il genio di The Edge.

E ‘anche una grande vetrina per la sezione ritmica della band: il basso di Adam Clayton che in “Some Days are Better Than Other” è la vera star della canzone. Larry Mullen, Jr., invece, è il protagonista in “Daddy’s Gonna Pay For Your Crashed Car” con colpi di rullante metallici. Con The Edge che scavava più a fondo con suoni sempre più astratti di chitarra, tutta la band era più focalizzata sulla ritmica, con Clayton e Mullen a darsi da fare per rendere il tutto uniforme.

Ma probabilmente il fattore X di ‘Zooropa’ è stato il grande ruolo del produttore Brian Eno svolto nel suono dell’album. Con l’altro storico produttore degli U2, Daniel Lanois, fuori dallo studio, Eno era finalmente libero di spingere la band in una direzione più artistica.

Zooropa, non è stata solamente una “palestra” per gli U2 per la realizzazione di nuovi esperimenti musicali, ma in quest’album sono presenti anche diversi gioielli sottovalutati. Primo tra questi è ‘Stay (Faraway, So Close!),’ costruita attorno a una di quelli apparentemente semplici giri di chitarra di The Edge e ad uno dei testi di Bono più sentimentali e strazianti di sempre.”
C’è un altro pezzo brillante in ‘Zooropa’ a cui non viene attribuito mai alcun credito,probabilmente, anche perché è la canzone più strana che gli U2 abbiano mai registrato: ‘The Wanderer’, brano di chiusura dell’album, presenta il baritono alterato di Johnny Cash che intona la storia di un uomo alla ricerca di Dio in un immaginario scenario post-apocalittico, dove, nella versione dell’album non compare mai la voce di Bono.

Gli U2 hanno sempre evocato temi sul cristianesimo evangelico nella loro musica, ma raramente in modo così provocatorio o moralmente ambiguo come in “The Wanderer”. E ‘la conclusione perfetta di un disco provocatorio e talvolta ambiguo, un disco che, forse,meriterebbe molto più rispetto da fan, critici e anche dalla band stessa che lo ha creato.

Fonte | diffuser.fm

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