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Scivolando sulla superficie delle cose (Parte 1)

Inserito da on marzo 27 – 09:00 | 897 visite

Della grandezza di Achtung Baby si è sempre parlato con tanto di festeggiamenti vari per il ventesimo anniversario di questo grande album, celebrato con un prestigioso cofanetto il novembre scorso (e anche noi di U2360GRADI abbiamo voluto dedicare il giusto tributo all’album che cambiò la musica mondiale.)

Sappiamo quindi quanto siano belle le 12 tracce del disco…ma sappiamo allo stesso modo quanto sono belle le perle nascoste di questo disco?
La risposta può essere “si” come può essere “no”.

Ormai siamo tutti a conoscenza dell’atroce crisi che investì gli U2 verso la fine degli anni ’80: fu una crisi familiare e artistica.
Ma come l’araba fenice gli U2 sono risorti dalle loro ceneri e con Achtung Baby (proprio come il periodo pre-Joshua Tree) hanno dato il via ad una fase di “incontinenza” creativa.

Iniziamo dal lato B di Even Better Than The Real Thing, ovvero Salomè: una conturbante canzone sulla misteriosa figura della stessa danzatrice che fu alla corte di Erode in tempi molto antichi.
La versione di cui parliamo ora è diciamo quella “base” poichè esiste un’altra versione (che trovate tranquillamente su Youtune cercando Salomè Zooromancer Remix).

|Ti prego piccola / Piccola non morderti le labbra / Ti darò metà di ciò che possiedo / Se sarai capace di sciogliere il nodo / Te lo prometto

|Piccola ti prego / Piccola non dire di on / Balleresti per me / Sotto il ciliegio? / Ti dondoleresti giù dolcemente?

|Piccola dimmi di si/ Non andar via / Stai sprecando me e il tuo amore prezioso

Canzone conturbante dicevamo quindi. Sensuale, ammiccante.
E’ come il vestito semi-trasparente di una donna misteriosa.
E’ uno degli ingredienti principali di Achtung Baby.

 

 

Un momento fondamentale nelle registrazioni dell’album fu quando Edge presentò al gruppo un suo “assalto frontale” come dice Bono: Ultraviolet.
La canzone era ancora ad uno stato grezzo ma come spesso accade agli U2, le canzoni nascono per scissione: da Ultraviolet nascono Light my way e Lady with the spinning head e una piccola parte di The Fly.

Come sappiamo “Ultraviolet (Light my way)” è finita su disco insieme a “The Fly” mentre “Lady with the spinning head” è rimasta come lato B ed ha accompagnato il singolo di One.
Noi oggi parliamo della versione conosciuta come UV1 (ovvero Ultraviolet 1) poichè c’è un’altra versione di questa canzone che troverete sempre su Youtube senza difficoltà cercando “Lady with the spinning head extended dance mix”.

La canzone ha davvero un ottimo groove apparentemente spensierato.
La “signora dalla testa che gira” in questione sta a rappresentare la buona sorte che non sappiamo mai quando ci guarderà negli occhi e ci porterà fortuna (in questo caso specifico si parla del gioco d’azzardo).

|Qualsiasi siano le carte / Non mi lascia nei guai / Dovunque io vada / Lei è sempre nei dintorni

|E’ sparita / Ma sapevo che sarebbe tornata / Lei incassa i soldi /Lei non mi manda in rosso

| Se è presa la mia testa / Si è portata via la mia auto / E tu osi chiedermi / Di cosa sto parlando? / Sono sulla cima del mondo / Quando lei è vicina /Lei è il mio biglietto per lasciare la città / La signora dalla testa che gira

 

 

Finiamo con una “chicca” chiamata Bottoms (più vicina ai Passengers che ad Achtung Baby).

Edge ci schiarisce le idee: “Si tratta di uno di quei pazzi mixaggi di Zoo Station fatti da Brian (Eno). Realizzò diversi prototipi di mixagggio che ci aiutarono a giungere alla nostra versione definitiva. Bottoms fu realizzata in Giappone e ci siamo basati su quel mix per la versione definitiva di Zoo Station anche se a volte le sfumature fanno sembrare le cose molto diverse.”

Si tratta di una strumentale godibilissa da “gustare” con la mente sgombra…

 

 

Appuntamento a martedi prossimo con la seconda parte solo su U2360GRADI.it!

 

 

 

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