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Conosciamo meglio i Rejoice Tribute Band (Intervista alla band)

Inserito da on gennaio 18 – 09:30 | 1.256 visite

 

Quest’oggi mettiamo una cover band sotto i riflettori di U2360GRADI.IT, i Rejoice,  gruppo della Lombardia, nostri amici, che vivono tra Milano, Pavia e Lodi.

I REJOICE sono:  Enni (voce), Ivan (chitarra), Ricky (batteria), Rudy (basso).

I loro concerti spaziano soprattutto nella regione, ma a volte anche con qualche concerto fuori porta, nel nord Italia. Qui ci raccontano la loro storia e la loro passione verso gli U2.  Leggete!

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Raccontateci qualcosa di voi, chi siete e cosa fate per vivere?
Band: Lavoriamo tutti per vivere, ma viviamo per suonare. La musica è il nostro kung-fu…non c’è altro che vorremmo fare a tempo pieno.


Come sei diventato un fan di U2, raccontateci come è successo e quando?

Enni: E’ stato quando ho scoperto la mia voce…sentendo GLORIA, intorno ai 16 anni…volevo già cantare ma non sentivo ancora la voce dentro di me…quando ho sentito LUI è stato come un vulcano in eruzione..e da allora IL MAGMAROCK continua a scorrere!!!

Ivan: Dopo averli sentiti per anni dallo stereo di mio padre e mio zio, un giorno ho sentito che facevano parte di me e gli ho scoperti fino in fondo!

Ricky: A scuola, quando incontrai Ivan. Un giorno me lo trovai per caso compagno di banco, aveva un lettore cd con le cuffiette e un cd live indovinate un po’ di chi…con le dita batteva sul banco e proprio su la rullata di I will follow che fece, mi accese la miccia ritmica!

Rudy: Dopo aver visto il concerto di Under a Blood Red Sky, proiettato in una festa patronale, nel lontano 1986.

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Quando avete deciso di intraprendere la strada del musicista e di iniziare una carriera creando una cover band U2, raccontateci come è successo?
Ivan: Quando è finita la storia con l’ennesima cover band, ho deciso che era il momento di tentare il tributo. Da quel momento ho deciso che avrei suonato solo la loro musica e la mia.

Enni: I Rejoice cercavano un cantante, io cercavo un tributo U2…avevo fatto musica inedita con altra band per anni, poi mi sono aperto a nuove esperienze con coverband di rock a 360° e poi ho chiuso un cerchio ideale con il tributo ai miei amati U2!  Ora il cerchio si riapre agli inediti con i Revangel il progetto parallelo dei Rejoice! “It’s a round in a round” dice il testo di una nostra canzone.

 

In quale momento della giornata preferite ascoltare gli U2?
Ricky: Alla sera prima di tornare a casa.

Ivan: Ogni momento è buono, alla mattina per svegliarmi meglio alla tarda sera per continuare a sognare!

Enni: In raccoglimento spirituale di notte..bello farlo anche con amici..insieme…magari vedendo un concerto su dvd.

Rudy: In macchina la sera.

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Qual è il vostro disco preferito degli U2, e perché?

Band: Achtung Baby e Joshua Tree, come penso tutti, ma anche Unforgettable Fire ci piace molto…perchè come tutti i grandi eventi dell’arte in generale e della musica nello specifico possono influenzare la nostra vita e così hanno fatto in mille modi questi album “storici” portandoci fin qui dove siamo arrivati..


Vi capita spesso di ascoltare lo stesso disco o vi piace spaziare?
Rudy: Mi piace spaziare soprattutto i live.

Ivan: Colleziono i loro bootleg, ascolto quasi un concerto diverso al giorno! Al di fuori del mondo U2, cerco di trovare nuovi artisti, nuove emozioni, cosa per niente facile.
Enni: Ho alcuni rituali legati ai momenti della vita in cui mi hanno accompagnato e che sono stati momenti “formativi” come artista e perché no, essere umano. Esempio quella al Live Aid è un esibizione che vedo spesso. Quegli occhi, quel modo disperato istintivo ed animalesco di cercare il pubblico, quasi per chiedere aiuto. Quel fuori tempo e programma di una Bad durata 10 minuti per la quale non poterono suonare Pride, la loro canzone più conosciuta al momento. Significano molto per me, ed hanno significato molto per loro. Anche se Bono inizialmente fu quasi linciato dall’entourage della band e dai suoi compagni. Ed invece, fu decisivo, in mondovisione, far capire al mondo che la musica poteva non essere solo intrattenimento.

 

Ci potete dire una canzone (U2 e non) che vorresti aver scritto?

Rudy: Gloria.

Enni: Vorrei aver scritto tutte quelle bocciate inizialmente da Brian Eno (es Streets) auhauaha. Scherzi a parte, Promenade come cantante e compositore (di testi) è qualcosa di “inafferrabile” che avrei voluto afferrare io…ma grazie al cielo l’ha fatto Lui/Loro.


C’è qualcuno nella tua famiglia oltre a te che ascolta ed ama le canzoni degli U2? Se è così, ti hanno trasferito loro questa passione oppure li hai “convertiti” tu?

Ivan: In pratica tutta la famiglia è fan. Da mio zio a mio padre, da mio fratello di 17 anni, a mia mamma. Nei concerti italiani eravamo al completo, sparsi per vari settori degli stadi. E a volte lo è anche ai concerti dei Rejoice!

 

 

Cosa si prova ad essere un frontman e mettersi nei panni di Bono?

Enni: Più o meno quello che deve provare lui ma senza 80 mila persone che cantano con te!! Questo grazie al nostro pubblico meraviglioso che anche in questa sede voglio ringraziare! Per me “frontman” significa semplicemente avere l’onere e l’onore di  conquistare il pubblico, di cercare di rapirlo e portarlo dove sono io, noi..dove vogliamo andare tutti insieme!! Una magia che se fai gli U2 non puoi non cercare..Come fece Bono a Wembley al Live Aid che dicevo qualche domanda fa..

Quindi letteralmente per me il pubblico è il mio secondo strumento..dopo la voce..stare sul palco è un privilegio che però devi pagare cercando il contatto col pubblico…innalzarti al livello di chi ti viene ad ascoltare in modo tale che, attraverso di te, la band e la gente che è lì davanti diventino una cosa sola..ma non la stessa 😉

Dal punto di vista fisico è liberatorio..come una catarsi..alle volte mi sembra come una specie di dialisi dell’anima…butto fuori tutto e mi riempio di nuovo…faccio il pieno di adrenalina e rilascio tutta la tensione e le tossina accumulate..per giorni…fino al prossimo concerto..dove il riciclo avviene di nuovo… Salire sul palco è veramente una sfida per uno timido come me..mi faccio quasi violenza..perchè non lo faccio, come dicevo prima per semplice bisogno di apparire o esibirmi..che non ho affatto…ma è perché sento che cantando e suonando posso davvero esprimere me stesso compiutamente..

 

 

Avete mai incontrato di persona gli U2? Se si dove, raccontateci

Enni: La prima: durante le registrazioni di “No line on the horizon” a Dublino. Decisi di partire alle 3 di notte prenotando al volo l’aereo. La sentivo come una cosa che dovevo/volevo fare da anni. Partii la mattina dopo senza aver dormito neanche un secondo. Atterrai e mi precipitai verso gli studios ascoltando Pride e Bad! A metà pomeriggio uscì Adam, in tarda serata Bono ed alle 3 di notte quel folle di Edge! Feci foto con tutti e il giorno dopo li rividi tutti ancora…tranne Larry che scappava sempre.

La seconda volta sempre davanti agli studios, fu quando finirono le ultime prove per le prime uscite live promozionali dell’album No line.

fu meno memorabile…ma beccai anche Larry finalmente! Inoltre, vedere Bono, Edge, Lanois, Dallas e Sam lasciare gli studios a notte fonda, con i TIR fuori che caricavano tonnellate di materiale per i live dei giorni dopo, non ha veramente prezzo.

 

Qual è la soddisfazione più grande che avete ottenuto da quando suonate?

Enni: Come tributo U2: una cara amica brasiliana, Eli (moglie di un nostro grandissimo amico fan U2) mi disse una volta di aver chiuso gli occhi mentre ci sentiva, e le sembrava di sentire la voce di Bono. Vero che me l’abbia detto e vero che mi ha fatto un piacere enorme. Ma non c’ho creduto neanche per un secondo!

Per la mia musica, invece, fu durante un concorso con il mio vecchio gruppo, oltre ad arrivare terzi su 20, dietro le quinte, l’alto “prelato” presente in giuria, si avvicinò per conoscermi e mi disse che ero l’unico che lo aveva veramente emozionato perchè rispetto agli altri che si erano solo esibiti, io mi ero completamente trasfigurato, mah, al momento fui sorpreso e pensai che era un modo carino per dire “tu sei fuori…” ma poi capii cosa intendeva. In fondo è quello che dice Bono: “Cantare è rivelare…” non una semplice esibizione! Devi dare veramente qualcosa se sali su un palco, e qualcosa devi prendere dal pubblico in una sorta di scambio che nella musica in generale e nel rock in particolare è la miccia che genera il tutto.

Ad oggi la mia più grande soddisfazione è aver dato vita ad un nuovo progetto, i Revangel, una sorta di tributo alla nostra musica ed alla nostra passione.

Rudy: Direi quella di poter suonare tutti i pezzi degli U2 live. Come musicista è sentire cantare un mio pezzo da 3000 persone.

Ivan: Non ho un momento in particolare, ce ne sarebbe tanti sullo stesso piano. Ma forse la cosa più forte, è l’essere riuscito a realizzare questo gruppo, una cosa quasi impensabile nei primi momenti. Le soddisfazioni arrivano ogni giorno, e sono nient altro che le persone che ci seguono e che ci stanno vicino con la loro passione che è la stessa nostra.

 

Invece, qual è la serata o l’evento che vorreste dimenticare e perché?

Ivan: Non vogliamo dimenticare niente ad oggi, tutto fa esperienza, ma ci sono due serate in particolare che possiamo raccontare. Nella prima dovevamo suonare in acustico. Ore, ed ore di prove spese per preparare al meglio il concerto, con suoni effetti arrangiamenti alternativi. Arriviamo al locale per il soundcheck e scopriamo che il limite di volume dell’impianto che si poteva tenere, era più basso del volume che usciva dalla voce e dalla chitarra acustica! Quindi nessun effetto si poteva usare, uscì una serata tipo chitarrata in spiaggia, tra gli amici che erano venuti a vederci, che comunque fu una bella serata!

L’altra serata da ricordare, non troppo con felicità, fu quella in cui saltò sia l’amplificatore del basso, sia quello della chitarra, sicuramente per un problema di corrente. Ci arrangiammo attaccandoci direttamente all’impianto, con scarsa qualità ma conludendo il concerto!

 

 

Se potreste cambiare, quale componente della band, vorreste essere?

Enni: Adam

Ivan: Larry

Ricky: Adam

Rudy: Bono

…Ivan:  Nessuno che sceglie Edge, eh? 🙂


Qual è il vostro videoclip preferito degli U2, e perché?
Ricky: Beautiful Day perchè la mia song preferita “in studio”.

Ivan:  Non sono mai stato un grande amante dei videoclip, soprattutto per il playback. Preferisco un video live amatoriale, ma se dovessi scegliere, Streets ovviamente.


Quali sono i vostri hobby ed interessi al di là del mondo U2?

Ivan: Musica soprattutto, da qualche mese abbiamo scoperto un’intesa anche sul comporre insieme nuova musica. E’ nato un progetto nuovo, parallelo ai Rejoice. Il gruppo si chiama Revangel, è partito ufficialmente con il 2012 e si tratta di tutta musica inedita. Il genere credo non si possa ancora definire, ma è un’unione delle nostre ispirazioni e delle nostre passioni musicali. Sul sito (revangel.com) abbiamo già messo anteprime di qualche pezzo. Puntiamo a far sentire ai fan U2, anche le nostre canzoni! ..chissà se anche in qualche concerto Rejoice…

 

Prima di chiudere, vi chiedo: come sta andando la vostra esperienza nel Concorso ‘BEAUTIFUL COVER’?
Ivan: Bene penso, risultati a parte, siam contenti di far parte di questa nuova iniziativa, che aiuti un po’ le tante cover band U2 italiane. Abbiamo preso al volo l’occasione incidendo appositamente la canzone con cui partecipare. Speriamo di avere altre occasione del genere in futuro!


Questo è tutto, grazie ancora e ci vediamo tutti  U2360GRADI.IT !

Ora vi lasciamo con la visione di I Still Haven’t Found.. interpretata dalla Band proprio pochissimi giorni fà al Legend 54 di Milano:

 

 

 

 

 

 

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