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Le canzoni dell’innocenza (Parte 1)

Inserito da on gennaio 17 – 09:00 | 774 visite

Una cornice può essere importante tanto quanto il quadro a cui fa da contorno.
Il quadro sono gli album degli U2 e le cornici sono le B-sides e le cosiddette rarità che gravitano attorno ad essi.

A rigor di logica andremo in ordine cronologico in questo nostro percorso iniziando dalle prime registrazione degli allora incerti e “acerbi” U2.
Sul finire degli anni ’70 quei quattro ragazzi irlandesi che ormai si consideravano una band stavano cercando qualche casa discografica che gli proponesse un contratto affinchè potessero far uscire il loro primo album.
Così nel Settembre del 1979 vede la luce l’EP Three, la prima pubblicazione ufficiale degli U2 che uscì a tiratura limitata solamente in Irlanda.
Quella registrazione di 3 canzoni comprendeva Out of control, Stories for boys e Boy-Girl.
Come sappiamo le prime due canzoni finiranno sul primo album della band –Boy- con i quattro ragazzi ormai sotto l’ala protettiva della Island Records.
Bono ed Egde parlando della canzone la definiscono come “proto punk della prima ora” e un “pezzo sulla bisessualità e sulla confusione dei ruoli sessuali specialmente nell’adolescenza”.
Quindi la canzone (inferiore alle altre due dell’EP) rientra già in quelle tematiche di “innocenza perduta” che sono il “filo rosso” di Boy e punto di partenza per October e War.
Il testo non spicca certo come quelli a cui siamo più abituati ma è esplicativo soprattutto la prima strofa che dice:

Sto scoprendo/ Sto scoprendo le cose / Di cui sapevo solo parlare/ Sto scoprendo cose capaci di liberarmi/ Ma a volte la mia mente resta indietro.

Incertezza, curiosità, attrazione: i primi approcci con l’altro sesso.

Poco dopo questa canzone ne nasceva un’altra…una che sarebbe diventata uno dei “cavalli di battaglia” negli spettacoli live fino all’era di Joshua Tree.
Stiamo parlando di 11 O’Clock Tick Tock.
Partiamo dal titolo davvero originale.
Una sera l’amico d’infanzia di Bono, Gavin Friday, passò a casa del giovane cantante degli U2 per una riunione notturna tra adolescenti solo che quella sera Bono non era in casa.
Gavin lasciò quindi un biglietto sulla porta con su scritto qualcosa come “Gav è passato di qui alle 11” …Bono non ci pensò due volte e fece sue quelle parole.
Il sound di questa canzone è dovuto principalmente all’effetto eco del Memory Man (un eco per chitarre appunto) appena acquistato da Edge.
Lo stesso sound di chitarra lo potete sentire su A Day Without Me, la settima traccia di Boy. Fateci caso.
Il testo poi come spiegato da Bono è un’accusa contro il rock e il punk rock violento, è una reazione al disagio di Bono di fronte al rock che si perdeva in frivolezze ed immagine.
Una strofa fondamentale è questa: Un visto dipinto/ E lo so che non ne abbiamo per molto/ Pensavamo di avere le risposte/ Erano le domande ad essere sbagliate.
Il resto del testo poi appare criptico in linea con tutta la prima parte della produzione U2 e a tratti anche confuso.

Concludiamo infine con due esperimenti sonori che sono Speed o f Life, che i possessori della Deluxe Edition di Boy rimasterizzato possono ascoltare e Things to Make and Do un’altra strumentale della quale Edge dice:”Era uno dei titoli in voga all’epoca. Lavoravo solo in quel periodo e avevamo bisogno di una B-side così registrai sul quattro piste e quando ci furono tutti lo suonammo.”
Il brano apparve poi come lato B di A Day Without Me.

A ciò si aggiungono le pittoresche Life on a Distant Planet (del 1979)

e Street Mission
http://youtu.be/zbiI3eenA9k
Appuntamento a martedi prossimo con la seconda parte de gli “Early Days” degli U2 solo U2360GRADI.it!

 

 

 

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