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SPECIALE ACHTUNG BABY: Zoo Station, approfondimenti e curiosità

Inserito da on ottobre 26 – 08:30 | 1.732 visite

Foto @Anton Corbijn

Achtung Baby è un album oscuro, è vero, ma a volte ci sono dei raggi di luce insperati che lo illuminano.

Siamo infatti nella grigia Berlino tra la fine del 1990 e l’inizio del 1991, e la linea della metropolitana che portava vicino agli Hansa Studios era proprio la linea U2 (che ferma vicino al Zoologischer Garten, lo zoo di Berlino citato anche in un famoso libro ).

Quindi immaginiamo ora di trovarci su questo treno lanciato a tutta velocità: riusciremo a scendere alla Fermata Zoo?

“Sono pronto
Sono pronto per il gas esilarante
Sono pronto
Pronto per ciò che verrà
Pronto a tuffarmi
Pronto ad immergermi
Pronto a dire
Che sono contento di essere vivo
Sono pronto
Pronto per la spinta

Nel freddo della notte
Nel tepore della brezza
Starò strisciando
Con braccia e gambe”

 

Tutti i versi cominciano con “i’m ready”, a rimarcare il fatto che ormai si è accettato che le cose sono cambiate e che il futuro verrà accolto a braccia aperte. In tutta la canzone poi regna un certo senso di libertà dovuto ad una intuizione di Bono. Durante la Seconda Guerra Mondiale un bombardamento degli Alleati su Berlino provocò un momento surreale: le mura dello zoo vennero abbattute. Questo episodio ha colpito l’immaginazione di Bono, che ha immaginato questi animali vagare tra le macerie prima di essere catturati di nuovo.

C’è molto di Berlino in questa canzone, la stessa linea metro U2 passa anche per Potsdamer Platz.

“Lei è proprio sulla linea… Stazione Zoo
Devo fare in tempo… Stazione Zoo

Sono pronto
Pronto per l’ingorgo
Sono pronto
A mettermi in gioco
Pronto per mescolare
Pronto per l’accordo
Pronto a lasciare andare
Il volante
Sono pronto
Pronto per lo schianto

Tutto bene, tutto bene
Va tutto bene, va tutto bene
Ehi piccola, ehi piccola
Va tutto bene
Va tutto bene”

 

Si parla di una Lei che non sappiamo chi sia (per me la Lei è la libertà, la vita o addirittura il futuro) e si deve fare assolutamente di tutto per raggiungerla.

Questo treno continua ad andare a tutta velocità attraversando gallerie oscure, ma quando risale in superficie è la chitarra di The Edge a cogliere lampi di luce e schiettezza in note gioiose e brillanti.

Il testo è come se fosse scritto da un bambino che sta per nascere; ricordiamo, a tal proposito, che la seconda figlia di Bono, Eve Hewson, è nata proprio nel 1991. Una nuova vita, quindi, come quella di tanti giovani tedeschi dopo la caduta del muro di Berlino nel novembre 1989.

Il treno, dicevamo, continua a correre: ora è in superficie e la chitarra di Edge ci fa sognare ma è Bono a volerci far soffermare su un particolare:

“Il tempo è un treno
Che trasforma il futuro in passato
Ti lascia fermo alla stazione
Con la faccia contro il vetro”

Una metafora bellissima: il treno è il tempo che corre, è la vita che scorre. Una vita a volte crudele, la quale a volte ci chiude le porte in faccia facendoci sbattere contro i vetri se non stiamo al passo con lei.

“Sono proprio sulla linea del tuo amore. Stazione Zoo
Sotto l’insegna del tuo amor. Stazione Zoo
Io sarò là. Stazione Zoo
Tracciando la linea. Stazione Zoo
Devo fare in tempo. Stazione Zoo
Solo due fermate sulla linea. Stazione Zoo
Solo una fermata sulla linea. Stazione Zoo”

 

Il treno arriva a destinazione, la prima destinazione: il futuro prossimo. Stazione Zoo. Poi a noi tutti toccherà salirci di nuovo e credere senza pregiudizi in questo treno (la vita) che non sappiamo minimamente dove ci porterà lanciato a tutta velocità.

Bisogna essere pronti. Pronti per il gas esilarante. Pronti per ciò che verrà. Pronti per tuffarci. Pronti per reimmergerci nella vita. Pronti ad una nuova corsa.

 

Curiosità

Zoo Station insieme a The Fly è il pezzo che più rappresenta il cambiamento degli U2 dal punto di vista del sound. Voce di Bono camuffata elettronicamente, chitarra di The Edge ancora più distorta e trattata con chissà quali effetti, basso di Adam e batteria di Larry martellanti, insistenti e più che mai “industriali”.

La canzone è profondamente ambientata nella Berlino del passato e del presente (1991), con un Bono che all’inizio dei concerti dello Zoo Tv Tour (questa canzone è stata la opener di quel tour) imitava il famoso “passo dell’oca” delle truppe naziste.

La canzone, poi ripresa nel Vertigo Tour (nei bis questa volta) vede Bono e The Edge ripetere “not allright” ,al posto vari “It’s allright it’s allright it’s allright “in corrispondenza del saluto romano.

La canzone, a mio parere, è un capolavoro di rock, industrial ed elettronica che spazia dal buio alla luce con sapiente genialità.

Concludiamo con un video di Zoo Station, tratto dal concerto degli U2 a Dortmund, il 4 giugno 1992, durante la seconda leg dello Zoo Tv Tour.

 

Foto in evidenza | Anton Corbijn

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