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INTERVISTA: Feedback, tribute band romana

Inserito da on ottobre 11 – 23:38 | 1.125 visite

La serata del 29 settembre è stata piuttosto fresca e in quel del locale “Walla Walla” a Roma essendo immerso nella natura la temperatura era ancora più bassa.

Quella sera suonavano i Feedback, famosa cover band degli U2 sulla quale mi sono documentato ascoltando qualcosa sul loro sito rimanendo favorevolmente impressionato anche se non immaginavo cosa mi avrebbe aspettato nella performance live.

Arrivando sul posto incontro subito Claudio (il batterista) che ha avuto problemi con il kit e si è dovuto portare la sua batteria.

Claudio mi presenta poi Manuel (il bassista) e Valerio (il chitarrista) che stanno cenando e poco dopo arriva anche Fabrizio (il cantante) che si presenta ed è molto gentile e disponibile.

Visto che manca ancora un po’ all’inizio della performance mi prendo una birra con il mio amico Francesco che mi ha accompagnato (un “grazie” a lui per le foto e per la compagnia).

Quando sono circa le 22.40 Fabrizio mi passa vicino e mi dice “Iniziamo!”.

Prendo posto vicinissimo al palco piuttosto emozionato e incuriosito da quei quattro ragazzi.

Claudio attacca alla batteria e man mano si inseriscono Manuel e Valerio per una lunga introduzione strumentale (che dopo scopro essere un soundcheck fatto estemporaneamente per via dei problemi avuti nel pomeriggio). Fossero così tutti i soundcheck…

A questo punto si parte subito con un brivido: “The Fly” in una versione “tiratissima” ed energica. Non a caso è un pezzo tratto da “Achtung Baby” che Fabrizio (nella chiacchierata che ci siamo fatti dopo insieme a Manuel anche) mi confessa essere il suo album preferito degli U2 mentre invece il bassista è più orientato su “The Joshua Tree”.

Fabrizio poi mi racconta che il suo amore per gli U2 è sbocciato10 anni fa grazie ad una ragazza, amore che si è consolidato con lo storico concerto di Torino 2001 dell’ “Elevation Tour” degli U2.

Ma perché scelse il nome “Feedback”? Fabrizio mi racconta i due motivi essenziali che hanno influenzato la scelta: “Feedback fu il primo nome degli U2 ed è anche il suono che esce dall’amplificatore ma soprattutto è il rapporto con il pubblico, lo scambio di emozioni” Risponde il cantante.

In questi dieci anni Fabrizio mi confessa che per mettere su questa cover band di difficoltà ce ne sono state, dovute anche a molti cambi di formazione.

Formazione che ora è stabile da un paio d’anni ma soprattutto è coesa e compatta: è questo che fa la differenza.

Coesione che si sente quando i ragazzi attaccano “I will follow” seguita da “Even better than the real thing” (si vede che Achtung Baby gli piace davvero, ve lo posso assicurare).

Fabrizio mi dice anche che stare in una cover band richiede comunque un certo impegno e certi costi perché l’attrezzatura di qualità ha un certo costo.

Il cantante mi racconta anche qualcosa della sua vita: mentre gli altri componenti della band fanno i musicisti di professione, Fabrizio lavora come dealer (cioè colui che distribuisce le carte nei casinò per esempio) e ha un figlio che è stato un avvenimento che gli ha cambiato la vita.

La cosa fantastica della musica è che cambia “forma” a seconda proprio degli avvenimenti e dei sentimenti personali ed è per questo motivo che Fabrizio sente molto un pezzo come “Sometimes you can’t make it on your own” (che Bono ha dedicato al padre…) quando lo canta.

Mentre parlo con i ragazzi ho ancora impressi nella mente alcuni momenti della loro esibizione come i pezzi estratti da “Pop” che sono stati “Gone”, “Discotheque” (davvero esplosiva, emanava una carica impressionante) e per chiudere una “MOFO” a dir poco devastante (anche se la chiusura doveva essere “One” purtroppo non eseguita per motivi di tempo).

Fabrizio è un cantante che quando si esibisce si fa guidare dalla musica e “Where the streets have no name” ne è stato l’esempio (tra l’altro mi confida che è la canzone degli U2 che vorrebbe aver scritto).

Colgo l’occasione per chiedergli invece qual è la canzone, non degli U2, che vorrebbe aver scritto e mi risponde senza esitare “Bohemian Rhapsody dei Queen” e non per niente Freddy Mercury è un suo idolo.

A Manuel faccio la stessa domanda e il pezzo che vorrebbe aver scritto non degli U2 è “Message in a bottle” dei Police mentre mi risponde deciso “Bullet the blue sky” quando gli chiedo cosa vorrebbe aver scritto degli U2.

Finiamo a parlare di bassisti e Manuel confessa di amare particolarmente Sting ma che il suo vero idolo è il grande Jaco Pastorius. Stima anche Adam Clayton per il suo costruire parti di basso semplici ma efficienti.

Continuando a parlare di curiosità personali e progetti Fabrizio mi parla di alcuni piani per il futuro della band perché vorrebbe far evolvere le loro performance anche a livello visivo per coinvolgere di più il pubblico (anche se sono stato testimone di come ci riesca già ora a coinvolgere il pubblico).

Questo dicembre i Feedback celebreranno i 10 anni di attività con una grande esibizione a Roma (e consiglio vivamente di andare a chi può). Ricordo anche che nel 2004 Fabrizio coordinò una grande esibizione di ben 8 cover bands italiane nella “Unforgettable Nigh” di Bologna per festeggiare l’uscita dell’album “How to Dismantle an Atomic Bomb”.

La nostra piacevole chiacchierata si avvia alla conclusione, i bicchieri di birra sono ormai quasi vuoti e mentre saluto Fabrizio e Manuel mi tornano in mente lo snippet di “Staying alive” su “Discothèque” (si avete capito bene! E’ stato un momento inaspettato e divertente), l’attacco di “Mysterious Ways” con quella che pensavo essere una intro di chitarra allungata (e invece era la base che dava problemi con i ragazzi che cercavano di prendere tempo ma il bello della diretta sono anche i piccoli imprevisti che in questo caso non vanno a sminuire l’ottima performance) e infine la sempre splendida e sinceramente inaspettata “Who’s Gonna Ride Your Wild Horses?”.

Ma il grande sogno di Fabrizio è un giorno incontrare gli U2: “Un giorno succederà, lo so” mi dice.

Perché i sogni si costruiscono sempre in un posto ben preciso: “Dove le strade non hanno un nome”.

Setlist completa della serata:

– The Fly

– I Will Follow

– Even Better Than The Real Thing

– Mysterious Ways

– Gone

– Beautiful Day

– In a Little While

– Who’s Gonna Ride Your Wild Horses

– Zoo Station

– Until The End Of The World

– Sometimes You Can’t Make It On Your Own

– Gloria

– Where The Streets Have No Name

– With Or Without You / Love will tear us apart / Shike like stars

– Pride (In The Name Of Love)

– Discothèque / Staying alive

– Ultraviolet (Light my Way)

– MOFO

Qui il link al sito ufficiale dei Feeback per tutte le vostre curiosità

http://www.u2feedback.it/home.asp

Questo un video LIVE dei Feedback:

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