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SPECIALE ACHTUNG BABY: The Fly, approfondimenti e curiosità

Inserito da on settembre 14 – 10:00 | 2.564 visite

The Fly // La Mosca

 

Foto ©Herb Ritts

 

A ottobre del 1991 finalmente gli U2 pubblicano il primo singolo di Achtung Baby, The Fly.

Chi ascoltò la radio quei giorni probabilmente ha pensato che gli si stessero guastando gli altoparlanti visto lo strano rumore che usciva da essi…

Eppure no: era proprio una chitarra! Come poteva essere?

Che diavolo sta succedendo? Non sono gli U2 questi!” qualcuno avrà sicuramente detto.

Cos’è questo suono?” avrà detto un altro ancora.

Una voce fuori dal coro rispose: “E’ il suono di quattro uomini che abbattono The Joshua Tree.”

Quella voce è proprio Bono.

La frase da lui pronunciata basta da sola a farci capire il distacco dal decennio appena passato e la rivoluzione di Achtung Baby, questo cambio repentino di sonorità, look, stile: il “mondo U2” era cambiato.

Ricordiamo anche che l’ultimo singolo consegnato alle radio fu All I Want Is You nel 1989, e quindi basta avere in mente il sound di questa canzone per comprendere quali furono le emozioni di quell’ottobre del 1991.

Rivoluzione dicevamo.

Chitarra trattata e distorta, voce filtrata che ad un certo punto esplode in un falsetto dirompente, basso e batteria industriali per non parlare del testo. L’umorismo nero rimasto sepolto nei quattro irlandesi ora esce fuori.

Mai Bono aveva cantato parole così ciniche e disilluse. Una vera separazione con l’idealismo che contraddistinse gli U2 degli anni ’80.

La prime due strofe sono fondamentale per capire:

Non è un segreto che le stelle stanno cadendo dal cielo
Non è un segreto che il nostro mondo è nell’oscurità stanotte
Dicono che il sole sia talvolta eclissato dalla luna
Lo sai che non ti vedo quando lei entra in camera”

“Non è un segreto che un amico è qualcuno che ti lascia aiutare
Non è un segreto che un bugiardo non crederà a nessun altro
Dicono che un segreto è qualcosa da dire a qualcun altro
Così ti dico… ragazzo”

 

Disarmante ciò che viene detto…ma chi è che parla?

A parlare non è Bono ma il suo alter ego: La Mosca (The Fly appunto).

The Fly rappresenta l’arroganza della maggioranza delle persone che fanno musica, rappresenta uno dei “filosofi da bar” (persone che pontificano su qualsiasi cosa) presenti in tutti i pub di Dublino come dice Edge, rappresenta un demone, rappresenta tutti. La Mosca può essere chiunque tra di noi.

La figura del “demone” tornerà anche con Mr.MacPhisto, l’alterego impersonificato da Bono durante i concerti dello ZooTv Tour, dal maggio 1993.

 

Bono per i suoi alter ego ha attinto a piene mani dalle The Screwtape Letters, di Lewis, e dal “fool” di shakespeariana memoria; è il giullare di corte, è una persona di rango inferiore che sfruttà la sua abilità linguistica e la sua personalità per irridere chi gli sta intorno (come riporta anche Andrea Morandi nel suo libro U2.The name of love).

The Fly quindi, come dice il frontman degli U2, è una telefonata dall’inferno…che forse non è l’inferno come ce lo immaginiamo noi. Forse è un posto in Europa poiché sappiamo come gli U2 abbiano percepito la crisi dell’Europa in cerca di identità (con la guerra dei Balcani e Muro di Berlino nel mezzo), la Guerra del Golfo scoppiata da poco…

Dopo le rivelazioni delle prime due strofe La Mosca, nel ritornello, si abbandona ad una profezia su un uomo “che striscerà e supplicherà” con la figura di una donna sullo fondo (questa la parte in falsetto):

 

“Un uomo supplicherà
Un uomo striscerà
Sulla faccia liscia dell’amore
Come una mosca sul muro
Non è affatto un segreto

Amore, splendiamo come una
Stella che brucia
Stiamo cadendo dal
Cielo… stanotte”

 

Nella terza strofa La Mosca rincara la dose, accusando la maggior parte delle persone di ipocrisia, la stessa ipocrisia che tocca anche lo stesso Bono/Mosca:

 

“Non è un segreto che una coscienza a volte può essere una persecuzione
Non è un segreto che l’ambizione morde le unghie del successo
Ogni artista è un cannibale, ogni poeta è un ladro
Tutti uccidono la loro ispirazione poi cantano del loro dolore”

 

E se non avessimo capito bene, La Mosca ripete l’avvertimento di prima nel secondo ritornello sulla scia di un fantastico assolo di chitarra di The Edge:

“Un uomo supplicherà
Un uomo striscerà
Sulla faccia liscia dell’amore
Come una mosca sul muro
Non è affatto un segreto

Amore, splendiamo come una
Stella che brucia
Stiamo cadendo dal
Cielo… stanotte”

Nell’ultima strofa The Fly si congeda dicendo semplicemente che sta finendo gli spiccioli (per il telefono), e che tuttavia si trova bene dov’è ora.

“Oh sì
Non è un segreto che le stelle stanno cadendo dal cielo
L’universo è esploso per la bugia di un uomo
Guarda devo andare
Si, sto finendo gli spiccioli
Ci sono un sacco di cose
Che rimetterei a posto se potessi”

 

La Mosca attacca il telefono e noi rimaniamo frastornati.

Curiosità

Com’è nata La Mosca?

Un giorno il costumista degli U2 Fintan Fiztgerald trovò un completo di giacca e pantaloni in pelle lucida nera, e un paio di occhialoni neri da sole da mosca: questa combinazione è bastata ad accendere la fantasia di Bono ed il resto è storia come si suol dire.

Come si può notare il testo è costruito su frasi che sembrano aforismi e luoghi comuni che hanno ispirato Bono, il quale stava pensando probabilmente all’artista americana Jenny Holzer, che alla fine degli anni settanta aveva tappezzato New York con tante frasi e luoghi comuni. La Holzer intentò anche una causa nei confronti degli U2, accusandoli di “plagio”, ma il tutto si risolse in un nulla di fatto.

Durante il successivo e maestoso ZOO TV Tour durante la canzone sui maxischermi passava una lunghissima lista di aforismi e frasi fatte che bombardavano letteralmente il subconscio degli spettatori.

Una frase su tutte è l’emblema degli U2 degli anni ’90:

EVERYTHING YOU KNOW IS WRONG

I quattro irlandesi nel 1991 avevano capito e già scritto il futuro.

Foto in evidenza © Anton Corbijn

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