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‘Magnificent’ Philadelphia…

Inserito da on luglio 22 – 08:00 | 565 visite

U2 ‘MAGNIFICENT’ IN PHILADELPHIA

 

Bella recensione del concerto degli U2 tenuto a Philadelphia giovedì della settimana scorsa che ricordiamo era anche l’anniversario della prima intervista in Tv degli U2 nel 1981 realizzata proprio a Philadelphia.

Questi ultimi show del 360 Tour stanno regalando davvero tante e grandi emozioni a tutti.

 

 

 

by Alan K. Stout
Music Columnist

 

Philadelphia — Abbiamo sentito storie sul mastodontico caliro dell’ U2 360° Tour.

Abbiamo sentito che il palco stesso è più largo di alcune arene e che solo luoghi come gli stadi di football possano contenerlo.

Abbiamo sentito della flotta di autoarticolati che lo portano ‘on the road’, con almeno 200 veicoli coinvolti, e che l’assemblaggio prenda vari giorni.

Giovedì 14 luglio lo show è arrivato al Lincoln Financial Fiel di Philadelphia. Più di 67.000 fans erano attesi. Vedere per credere.

Lo stage è alto 167 piedi e – soprannominato “The Claw” – sembra una nave spaziale del futuro.

Ci sono rampe, passerelle  e ponti e il più splendido schermo mai visto. Nessun tour è stato mai incorniciato in questo modo. E anche quando lo togli è lì, ed è davvero notevole, tutto intorno la musica. Bono con una chitarra acustica cantando una canzone come ‘One’ lo fa spledere di più.

Gli U2 hanno aperto il concerto con ‘Even Better Than The Real Thing’ seguita da ‘I Will Follow’ e una ‘Mysterious Ways’ estremamente ritmata. Successivamente la band ha suonato ‘Magnificent’, forse la traccia migliore dal loro “No Line On The Horizon” del 2009.  Bono ricordando che lo show era previsto per l’anno prima ma fu rimandato per la sua operazione alla schiena, ha offerto un sincero ringraziamento al pubblico per il supporto e la pazienza. Ha parlato poi dello speciale rapporto tra band e pubblico, una cosa di cui lui forse non parla spesso come dovrebbe. Le sue parole sono state genuine.

Ci sono stavi vari cenni agli eroi musicali degli U2 durante lo show. Per quanto riguarda il tema dello spazio David Bowie con la sua ‘Space Oddity’ che viene mandata dall’impianto audio prima che la band salga sul palco e la ‘Rocket Man’ di Elton John che viene mandata alla fine. Bono ha poi arricchito le canzoni con parti di ‘The Promised Land’ di Bruce Springsteen e ‘It’s only rock ‘n Rolla (But I Like it)’ dei Rolling Stones e ‘Miss you’.
Verso metà concerto l’astronauta Mark Kelly in un video clip durante l’impresa dello Space Shuttle verso l’International Space Station ha introdotto ‘Beautiful Day’. Bono ha dedicato la canzone alla moglie di Kelly, Gabrielle Giffords, che è stata gravemente ferita in una sparatoria a Tucson quest’anno la quale suggerì al marito di usare ‘Beautiful Day’ come sveglia durante una missione sullo shuttle. Solo gli U2 potevano avere un astronauta che introduce una delle loro canzoni durante un concerto ed è stato toccante ed elettrizzante.

La performance ha incluso ‘Stay (Faraway, So Close!)’, una versione energica di Vertigo ed una commovente versione di una canzone considerata come la miglior canzone rock scritta: ‘Pride’.

C’è stata passione anche nella performance di ‘Sunday Bloody Sunday’ e alcuni membri di Amnesty International, portando luci soffuse, si sono disposti sul cerchio della passerella durante una ispirata performance di ‘Walk On’.

Lo show è finito con le performance di ‘Hold Me, Thrill Me, Kiss Me, Kill Me’, ‘With or Without you’ e ‘Moment of Surrender’. Bono poi ha chiesto alla folla di intonare un “Happy Birthday” per l’amico della band Nelson Mandela, che ha compiuto 93 anni.

Poche band possono avere più di 65.000 persona ad un concerto in ogni città, e anche fra poche, anche fra pochissime possono fare una performance sentita così collettiva come con gli U2. Come con Springsteen la folla ad un concerto degli U2 diventa parte dello show. E anche se in molti concerti in luoghi molto grandi perdono di intimità trovata nelle grandi arene, dove gli U2 hanno suonato nel passato a Philadelphia, sono una band che può ancora sfruttare connessioni con molta facilità. Il massiccio schermo video è una parte del motivo per cui, ma essenzialmente, quando si vedono 67.000 persone che agitano in alto le loro braccia durante ‘Where The Streets Have No Name’, si realizza che (la folla) è proprio parte delle canzoni.

Semplicemente ‘Magnificent’

 

Di seguito la setlist:

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