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HOTPRESS: Keith Allen difende gli U2 sulla questione tasse!

Inserito da on luglio 6 – 17:10 | 553 visite


KEITH ALLEN DIFENDE GLI U2 SULLA QUESTIONE TASSE

L’attore Keith Allen ha difeso gli U2 dalla critica riguardo la loro organizzazione fiscale, in una intervista sul magazine Hot Press. (The Hot Press Newsdesk, 06 Jul 2011)

Durante il Festival di Glastonbury, il movimento Art Uncut, di base nel Regno Unito, ha protestato circa lo spostamento dei loro beni dall’Irlanda ai Paesi Bassi per una minore pressione fiscale. Allen ha descritto la sua reazione al giornalista Olaf Tyaransen:

“Ero completamente atterrito,” ha detto l’attore gallese, il cui film sulle bizzarre circostanze che circondano la morte della Principessa Diana, in un incidente stradale a Parigi, è stato appena presentato.
“L’intera faccenda sugli U2 che devono pagare le tasse nel loro paese o quant’altro…di fatto non ne sono d’accordo sulla discussione intrapresa dall’Art Uncut.”

“Gli U2 pagano una marea di fottuti (se vogliamo alleggerire diciamo maledetti) soldi in tasse e hanno aiutato molta gente, proprio in Irlanda. Sono a conoscenza del fatto che hanno Fondazioni Musicali e smilirari.”

Allen stesso, ha dovuto fare i conti con richieste di pagare le tasse in diverse giurisdizioni – Irlanda inclusa.

“Ho interpretato l’Isola del Tesoro in Irlanda quest’anno. E per la prima volta…(sospira!). In un modo o nell’altro, ho lavorato molto in Irlanda nel corso degli anni. Ho dovuto pagare la fottuta (maledetta) previdenza sociale. Ho pagato numerose tasse in Irlanda, fino a quando non ce l’ho fatta più quando ho deciso di smettere di pagare la previdenza sociale in Irlanda, che costa davvero tanto. Ora posso solo immaginare quale sia la pressione su di loro a livello fiscale.”

“So che mentre sono in tour devono pagare le tasse nei differenti paesi che visitano e  già questo non è un quadro confortante (dice riguardo la loro posizione sule tasse).”

Comunque Allen difende il diritto di protestare di Art Uncut contro le riduzioni programmate dei fondo culturali.

“Loro hanno ancora il diritto di manifestare” dice. “C’è quella c***o di mongolfiera con scritto ‘PAGATE LE VOSTRE TASSE’. Sono assolutamente convinto, che a Glastonbury siano abbastanza intelligenti da aver ragionato sulla questione e dire, proprio come direi probabilmente io, ‘In realtà vi sbagliate’.”

“Spero che abbiano successo ad infastidire con la loro mongolfiera. Penso siano nel giusto dicendo queste cose in maniera abbastanza interessante, tranne che riguardo gli U2, perché di fatto loro sono Irlandesi. Così occupatevi delle vostre fottute questioni e fate i conti con qualcuno (qui ride)”.

Ricapitolando possiamo dire che si riaccendono le luci sulla protesta del gruppo Art Uncut al Festival di Glastonbury che hanno coinvolto gli U2 ( e in qualche modo ne hanno oscurato la performance). A difesa degli irlandesi, ora, scende in campo l’attore gallese Keith Allen che come si può vedere nell’articolo porta ad esempio la sua esperienza fiscale per far capire meglio come funzioni la burocrazia in questo campo. L’attore inoltre ha sottolineato che gli U2 comunque hanno aiutato molte persone anche e soprattutto in Irlanda e che quindi chi protesta ha tutto il diritto di farlo ma deve informarsi.
Insomma la scia di queste polemiche sembra non finire e si attendono altre dichiarazioni da Art Uncut come anche da parte degli U2, in quanto fino ad ora Bono ha solo risposto a metà sulla questione, quando ha dichiarato dopo la performance del gruppo, che chi protesta (Art Uncut in questo caso) ha il diritto di farlo ma deve informarsi prima.

Attendiamo sviluppi.

Voi cosa ne pensate su queste polemiche che sembrano proprio non voler finire?

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