U2 The Joshua Tree Tour 2019

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Che cosa è l’Innocence+Experience Tour: statistiche tra passato e presente

Inserito da on luglio 10 – 14:30 | 517 visite

Mancano circa tre settimane alla fine della leg americana di questo Innocence + Experience Tour che per tutti i fan – e non – degli U2 sta già entrando nella leggenda.

Come era lecito aspettarsi questo tour sta regalando show radicalmente diversi rispetto alla precedente serie di spettacoli (360º Tour), anzi lo scorso tour sembra veramente lontano anni luce da questi attuali spettacoli, che in qualche maniera hanno ripreso l’atmosfera intima delle leg indoor dei più recenti Elevation e Vertigo Tour.
Gli U2 hanno di nuovo fatto loro quell’atmosfera intima che solo le arene possono dare ad un concerto ampliando però questa intimità praticamente senza confini: uno spettacolo degli U2 non è mai uno spettacolo musicale fine a sè stesso.
La musica è il pilastro attorno al quale gira tutto il resto: le persone in primis, è una connessione di anime, è riflessione politica e filosofica, è quel metateatro (cioè teatro nel teatro, tecnica per cui in uno spettacolo i personaggi mettono in scena un secondo spettacolo all’interno di quello già in corso) che fu tanto caro a Plauto e Shakespeare.

Basta vedere alcuni momenti di questi concerti per capire di cosa stiamo parlando, come ad esempio la performance di Invisibile regolarmente suonata all’interno dell’enorme schermo che sovrasta il palco.
Performance che viene eseguita magistralmente con la prima metà di canzone che scorre con gli U2 quasi totalmente occultati dallo schermo mentre verso il finale quando Bono urla “I’m not Invisible I am here” si ha quel senso di stupore dato dalla luce improvvisa e dalla band ora non più invisibile, appunto, che appare quasi come un Deus ex machina teatrale.

L’incedere teatrale dello show è comunque evidente per tutto il concerto, a mio parere, e probabilmente è stato concepito proprio così dalla band (soprattutto Bono) e dai suoi collaboratori più fidati.

È innegabile che Bono sia il motore principale dello spettacolo poichè essendo tutto il concept incentrato su questo gioco tra passato/presente/futuro, si scava a fondo nella memoria degli U2 e non mancano dei ricordi violenti (fisicamente e spiritualmente) legati alle origini della band.

Quella semplice lampadina appesa lì, ad alcuni può sembrare per caso, è tutto meno che casuale.
La lampadina è un’immagine, un simbolo molto forte per Bono (Ultraviolet forse è l’esempio più concreto, canzone tra le grandi assenti di questo tour a mio parere) che significa pace ma anche guerra (interiore) e dolore, è una luce guida. In una parola: Iris.

La madre di Bono è il filo conduttore che porta gli U2 dall’Innocenza all’Esperienza ed è un cammino molto lungo (per questa ed altre tematiche inerenti rimando all’articolo di Gabriel Cillepi sul suo blog che come al solito è sempre preciso ed esaustivo link).
Quella Iris che nella canzone omonima da Bono viene pronunciata a volte come se fosse un sogno, altre come se fosse un incubo.

A proposito del cammino degli U2 simboleggiato benissimo dalla conformazione del palco, ci sono da spendere due parole sulle canzoni scelte per le varie setlist che abbiamo visto ormai delineate secondo un certo iter (anche questo in qualche maniera richiama gli atti di uno spettacolo teatrale).

Le tre fasi dello spettacolo sono la prima che è la fase dell’Innocenza poi c’è il lungo cammino e per ultima la fase dell’Esperienza (Innocence ed Experience sono due termini che dobbiamo sempre ricordare in funzione di come furono usati da William Blake).

Nella prima fase (la più dura e cruda) vediamo come gli U2 abbiano inserito più o meno regolarmente pezzi dai primi tre album: se Sunday Bloody Sunday è un pilastro fisso (da anni, non solo di questo spettacolo) vediamo come si alternano sapientemente le varie I Will Follow, Out of controlThe Electric co. e più raramente Gloria.
Vediamo anche come essi riescono a legarsi perfettamente a pezzi nuovissimi come Cedarwood Road e Raised by wolves (non a caso collocata dopo Sunday bloody sunday) e la emozionante Iris.

– A mio parere in questa rotazione due canzoni come Twilight e Like a song (basta ascoltare la batteria martellante di Larry nell’album per percepire la rabbia di questa canzone, poche volte come in questo caso lo sentirete picchiare così sui i tamburi…) potevano giocare un ruolo importante. –

A questo punto siamo nel pieno dello show con la fase di passaggio, il lungo cammino verso l’Esperienza.
Un passaggio che dura dalle 6 alle 8 canzoni (circa) in cui c’è sempre uno spazio in cui gli U2 improvvisano o variano molto rispetto alla scaletta che ricalca rigorosamente la rappresentazione che viene messa in scena.
Ad oggi abbiamo visto come in quei due slot di scaletta la band si sia divertita a suonare pezzi non inclusi in album di inediti come Ordinary love o The sweetest thing fino alle recenti Lucifer’s hands e The Crystal Ballroom passando per i grandi ritorni di In God’s Country e All I want is you.

– Questo è il momento più imprevedibile dello show visto che la band fa salire sul palco dei fan a ballare, cantare e suonare così da eliminare ogni barriera tra artista e fan.
Sarebbe bello ascoltare un giorno in questo spazio pezzi come Drowning man (dopo la delusione di non averla ascoltata nel precedente tour, nonstante fosse stata provata proprio a ridosso della prima data), Who’s gonna ride your wild horses che manca da decisamente troppo tempo e perchè no quella tanto sognata Acrobat (anche se il tour è ancora lungo…) –

Arrivati a questo punto si va verso la fine dello spettacolo con la fase dell’Esperienza.
La band e Bono sono cresciuti e vedono il mondo in maniera diversa.

In questo frangente vengono suonati i più grandi successi della band, specialmente negli encores finali dove al posto di City Of Blinding Lights in un paio di occasioni si è vista una Miracle Drug con un ritornello totalmente rinnovato (nota di merito agli U2 davvero) che è riuscito a migliorare ancora, se possibile, la canzone che forse meriterebbe qualche presenza in più in questo tour.

La chiusura abbiamo visto che è stata inaspettatamente affidata ad I still haven’t found what I’m looking for (anche qui il messaggio che la band far passare mi sembra piuttosto chiaro) che viene alternata con One (per la prima volta nella storia della band questa canzone viene “dosata” a seconda dei concerti) e a 40.

Questo è il grande spettacolo degli U2 e del loro Innocence + Experience Tour.

Mancano ancora quattro date a Boston e ben otto a New York (e qui è più che lecito aspettarsi qualche sorpresa o qualche chicca dalla band che con otto date di fila a disposizione può davvero fare quello che vuole).

– Sarebbe molto bello ascoltare alcune canzoni mai eseguite o eseguite raramente come quelle citate prima o magari ascoltare qualche pezzo in più da The Unforgettable Fire o magari finalmente riuscire ad ascoltare ancora qualche canzone da quel Pop che dopo 18 anni grida ancora giustizia. –

Con Bono che recupera lentamente dal suo infortunio (anche questo ha influito su alcune scelte fatte per le canzoni da suonare visto che non può accompagnare la band con la chitarra), Agosto sarà un mese di pausa (ricordiamo che la band è comunque più che attiva anche dal lato compositivo, i lavori per Songs of Experience stanno proseguendo anche durante il tour) e poi sarà il turno della leg europea dove, anche qui, è lecito aspettarsi qualche sorpresa nella varie setlist, magari con quei cambi tattici a seconda della leg ai quali ci hanno abituato in questi anni, anche se questa volta la natura dello spettacolo è totalmente diversa rispetto al passato, segnando un punto di rottura anche con la parola “concerto” che con questo tour assume sicuramente un nuovo significato più ricco e dinamico.
Infine qualche numero su questa prima leg del tour (oltre il sopra citato Gabriel Cillepi qui ci viene in soccorso anche U2gigs.com).

L’Innocence + Experience Tour si sta dimostrando in assoluto il più vario ed il più ricco in merito alle canzoni suonate che sono ben 43 (aggiornato alla seconda data di Toronto) a fronte dei 58 brani totali provati.
Il totale delle canzoni provate attualmente (sempre per quanto riguarda la prima leg ovviamente) stacca nettamente, al confronto diretto, le prime leg dei tour che vanno dal Joshua Tree Tour fino al 360° Tour dove i brani eseguiti sono stati sempre un numero compreso tra 30 e 35 con la sola eccezione dello ZooTv Tour che durante la prima leg presenta 26 canzoni.
Per quanto riguarda i primi quattro tour invece (dal Boy Tour al The Unforgettable Fire Tour) nelle prime leg abbiamo un numero di brani eseguiti che è compreso tra 16 e 24, numero lontanissimo quindi dai 43 attuali ma il materiale discografico della band sicuramente non era vasto come al giorno d’oggi.

I pezzi sono equamente distribuiti durante tutta la discografia degli U2 con:

3 pezzi estratti da Boy (I will follow, Out of control, The Electric Co.)
1 pezzo estratto da October (Gloria)
2 pezzi da War (Sunday bloody sunday e 40)
2 pezzi da The Unforgettable Fire (Pride e Bad)
5 da The Joshua Tree (Where the streets have no name, I still haven’t found what I’m looking for, With or without you, Bullet the blue sky ed In God’s Country)
4 da Rattle & Hum (Desire, Angel of Harlem, When love comes to town ed All I want is you)
4 da Achtung Baby (Even better than the real thing, One, Until the end of the world, Mysterious ways)
3 da All that you can’t leave behind (Beautiful day, Stuck in a moment ed Elevation)
3 pezzi estratti da How to dismantle an atomic bomb (Vertigo, Miracle drug, City of blinding lights)
9 pezzi estratti da Songs of Innocence (The Miracle, Every breaking wave, California, Song for someone, Iris, Volcano, Raised by wolves, Cedarwood Road e The Troubles).

Come si può subito notare mancano dall’appello Zooropa, Pop (presente uno snippet di Mofo prima di Iris all’inizio di questo tour) e No line on the horizon (presente molto spesso uno snippet di Moment of surrender cantato su Bad).

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