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Lo spigolo duro degli U2

Inserito da on novembre 23 – 09:00 | 978 visite

Esistono personaggi la cui notorietà è talmente grande da avere una fama che precede il proprio nome. Questo è il caso di The Edge, il chitarrista degli U2. Anche chi non si considera un fan della band, sa riconoscere il suo nome, o meglio, soprannome e ricorda di averlo visto suonare almeno una volta nella sua vita al fianco di Bono. Su di lui sono state scritte migliaia di parole ed innumerevoli articoli, ad elogiare un musicista capace di dare un’impronta forte ad un suono unico ad ogni canzone creata da quelle quattro menti geniali che apprezziamo ogni giorno di più. Basti ascoltare brani come “Where The Streets Have No Name” o “Even Better Than The Real Thing” per riconoscere quel suono che è tipico di The Edge e che solo lui sa dar vita, in modo perfetto ad ogni esecuzione. La sua bravura è innegabile; il suo modo di comportarsi sempre molto pacato e gentile, ha fatto accrescere la stima da parte dei fan, che riconoscono in lui un secondo front man, alla stregua di Bono, solo più riservato. Chi ama gli U2 ha seguito le evoluzioni di The Edge nel corso degli anni ed è cresciuto insieme a lui attraverso i decenni che hanno segnato epoche ben precise. Mentre scrivo ho in mente l’immagine di lui con il codino ed il cappello da texano nel pieno degli anni ottanta, per poi evolvere e maturare con un look più sobrio e “pulito” dei giorni nostri. E l’affetto e la stima sono cresciuti di pari passo, a dimostrazione di come chi fa le cose con passione riesce a comunicarle agli altri e a coinvolgerli completamente, con la musica e la voce ed arriva sempre al centro di un’idea, di un pensiero, di un sogno. Una voce che nessuno immagina possa avere un chitarrista. Ed ecco che la prima volta che si ascolta “Van Diemen’s Land”, la canzone che The Edge canta all’inizio di Rattle and Hum portando alla memoria la storia di un personaggio realmente esistito e di come l’amore per la sua patria l’abbia condotto all’esilio in una terra straniera e lontana. Se è vero che gli occhi sono lo specchio dell’anima, quelli di The Edge sono lo specchio di un uomo schietto e sincero, che molti altri musicisti stimano e seguono nell’intento di riprodurre un suono il più simile possibile al suo che rimane pulito e semplice esattamente come lo è l’uomo che ne dà vita.

Lo spigolo duro degli U2 è un uomo che ha dimostrato ai fan che realtà e passione riescono ad andare di pari passo anche quando la prima può sembrare un ostacolo attraverso difficoltà ed imprevisti. Ma forse c’è un destino scritto in ognuno di noi, che concilia la parte razionale con quella emotiva facendola emergere sempre.

Grazie alla collaborazione con i 4U2 ed Andrea Perego, chitarrista della band, vi proponiamo “Even Better Than The Real Thing” in versione live, come canzone il cui suono di The Edge dà un’impronta unica all’intero brano, rendendolo riconoscibile oltre il trascorrere del tempo, come uno dei brani più significativi degli U2. Non rimane che alzare il volume, aprire il cuore ed ascoltare in rigoroso silenzio.

 

 

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