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Le canzoni dell’esperienza (Parte 2)

Inserito da on giugno 26 – 09:00 | 900 visite

Eccoci giunti all’ultimo appuntamento di questa lunga rubrica sulle rarità e b-sides degli U2, le quali costituiscono il loro “tesoro nascosto”.

 

Iniziamo subito con il lato B di Get on your boots (primo singolo di No line on the horizon).
La canzone in questione è sempre la title-track del disco ma in forma diversa: sembra meno cesellata con una batteria più solida sin dall’inizio e una chitarra molto più “acida”.
Per quanto riguarda il testo c’è una variazione per circa un verso ma non rappresenta nulla di significativo, interessante è invece ascoltare quale altra forma avrebbe potuto avere la canzone.

 

 

 

 

 

Ricordiamo tutti che gli U2 dovevano essere headliner al festival di Glastonbury nel 2010 e ricordiamo anche che la loro presenza fu rimandata di 1 anno in seguito all’infortunio di Bono nella fase di preparazione alla ripresa del 360 Tour con le date estive del 2010 (le date americane slittarono all’autunno mentre la ripresa fu fissata per il 6 agosto a Torino come tutti ricorderanno).
Per il festival del 2010 di Glastonbury gli U2 avevano preparato un pezzo inedito intitolato proprio Glastonbury.

La canzone purtroppo abbandonata presto durante le date europee del 2010 è rimasta in una fase “ibrida” diciamo che non la rende godibile a pieno almeno secondo me.

 

|Tu sei come una manciata di sole / Tu sei il miracolo che io sono venuto a cercare / Alcune cose non le puoi controllare / A volte devi solo lasciarti andare

Pallida come la neve / La rosa che nasce / Per una rosa che nasce mi benderei la gamba / Sono venuto per trovare la rosa che nasce / La rosa che nasce di Glastonbury

 

Di Mercy abbiamo già parlato qualche tempo fa.
Ne riparliamo però oggi poichè nel 2010 gli U2 l’hanno finalmente presentata ufficialmente al pubblico in una nuova veste (non snaturando la canzone ovviamente).
Il pezzo è stato cesellato ed accorciato (di circa 2 minuti) e presenta anche un ritornello nuovo di zecca: è sempre una gran canzone.

 

|Tu vuoi uccidermi e io voglio morire / Eravamo fatti l’uno per l’altra, io e te / Come il tempo in un letto di spine / Come la rima di amore e lussuria

Io non sono pentito e tu non piangerai / Tu fai ritornare il blu nei miei occhi / Siamo solo noi / Perchè noi possiamo, noi dobbiamo

N.B. Mi sono sempre chiesto se quel “blue” del verso ‘You put the blue back in my eyes’ si traduca con “blu” inteso come colore o con l’altro significato (ben diverso) che è “malinconia”.
E’ un verso molto importante che a seconda della traduzione di “blue” può cambiare drasticamente la “direzione” della canzone.

 

 

 

 

Chiudo questo lungo percorso di canzoni nascoste e curiosità con un pezzo è l’emblema di questo cammino semi-misterioso che abbiamo fatto insieme.
Soon (Kingdom of your love) è un’outtake di No Line on the horizon che sembra uscita da un disco di Brian Eno (e non credo sia un caso.)
Questa breve canzone misteriosa e mistica di 2 minuti è stata usata come intro dagli stessi U2 per le date del tour del 2009.
E’ un pezzo atmosferico, “denso” ed etereo.
A primo impatto non sembrano neanche gli U2 fino a che non arrivano le strofe, tutte cantate in coro:

 

|Presto, presto /
Canta te stesso per la strada / Canta te stesso per sorprenderti / Canta te stesso lontano dalla vittoria e dalla sconfitta
Canta te stesso con flauto e tamburo / Canta te stesso per sconfiggere il pensiero che qualcuno ha vinto e qualcun altro ha perso

Presto, presto /

 

 

 

 

 

 

Come si può vedere il testo è estremamente criptico (sembra un’introduzione di qualcosa di molto più grande) e si può notare come sia toccato due volte il tema della vittoria e della sconfitta: evidentemente vuol dire più di qualcosa.
Soon a partire dal titolo (tradotto è “Presto – Il regno del tuo amore”) rimane una traccia misteriosa, non da U2 come ha detto qualcuno, eppure nel suo essere “altra” io la trovo “molto U2”.
La componente “ermetica” di questo testo vuol richiamare quella tematica filosofica/spirituale che pervade alcuni pezzi di No line on the horizon (tematica che avrebbe dovuto far da ponte al successivo album “Songs of ascent”).
Si è vociferato infatti in questi 2 anni che Soon fosse in realtà il primo pezzo di Songs of ascent. Rumor era, rumor è rimasto.

Chiudo quindi questo lungo percorso esortando tutti a riflettere sul testo di Soon e sul suo significato: il testo elogia forse l’ascetismo come via per allontanare i dolori della vita? O è più un elogio dell’ “io” che può bastare a sè stesso per completare una persona?

Intanto noi cantiamo noi stessi.

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